Questa vignetta non fa ridere.

 

Questa vignetta non fa ridere.
A dire il vero spesso le mie vignette non fanno ridere. Al massimo possono suscitare un mezzo sorriso, ma non correrete il rischio dell’incontinenza urinaria.
Questa vignetta però non fa veramente ridere.
Quando l’ho disegnata pensavo a quella volta che da piccolo andai al mare e ero in macchina con mia mamma e mio babbo. Sarà stato luglio, ci spostavamo dalla Toscana centrale alla costa e io guardavo fuori dal finestrino curioso e leggevo tutto quello che mi capitava di leggere. Mi piacevano soprattutto le scritte sui muri, allora ce ne erano tante.
Fin da piccolo ho sempre letto le scritte sui muri. Mi attiravano e cercavo con la mia fantasia di immaginare come era fatto quello che di notte era andato lì con la bomboletta spry a scrivere quello slogan.
Allora sui muri c’erano scritte molte cose che ancora non riuscivo a capire bene, non era ancora arrivato il momento in cui si sarebbero trovate sui muri solo stupide frasi di pseudo-amore talmente infantili da far sembrare i messaggi dei baci perugina delle massime confuciane.
Però non sempre quelle cose erano migliori delle frasi stupide di pseudo-amore.
Quella volta, per esempio, la scritta che notai era: -A mali estremi estrema destra.- Seguita da una croce celtica e da non mi ricordo quale sigla neofascista.
Così chiesi a mio babbo cosa significava quella frase e lui, che non aveva mai troppa voglia di spiegarmi cose, disse qualcosa tipo che quando tutto va male si ricorre al pugno duro.
Così gli chiesi cosa andava male e lui mi rispose: le rapine, la delinquenza, il terrorismo, c’è chi mette le bombe sui treni… Sempre tirando corto per non stare a spiegare troppo.
Mi fornì solo il senso letterale della frase, senza commentarla.
Non faceva una piega.
Crescendo, ogni tanto riflettevo su quello slogan e c’era qualcosa che non tornava, per il fatto che quelli che mettevano le bombe sui treni erano gli stessi che scrivevano quella frase sul muro.
Che stranezza.
Mi ricordo Almirante nelle tribune elettorali che chiedeva la pena di morte per chi partecipava alle azioni terroristiche e voleva fare un regime tipo quello dei colonnelli in Grecia. Praticamente diceva: la democrazia è bella, ma va sospesa. Per causa di forza maggiore. Arrendetevi all’evidenza. Arrendetevi al buon senso.
In altre parole diceva quello che ho scritto in questa vignetta. Almirante è l’autore di questa vignetta, uno degli autori, poi vi presenterò gli altri.
Ecco perché non fa ridere.
Non fa ridere perché uno degli autori è un fascista e i fascisti sono persone ridicole che si circondano di terrore, in modo che nessuno possa notare quanto sono patetici e ridicoli. Almirante era uno di questi.

Crescendo ho capito cosa significava strategia della tensione e ho capito anche che la strategia della tensione è possibile perché le masse sono piene di pecoroni.
Nelle strategie della tensione quelli che creano la tensione sono gli stessi che forniscono i mezzi per risolverla.
Per fortuna l’Italia di quegli anni non era solo un paese di pecoroni e la strategia della tensione non funzionò, almeno non funzionò come volevano loro.
Magari i più giovani non sanno di preciso nemmeno cosa significa strategia della tensione e non lo sanno perché ci vivono dentro, come i pesci vivono nell’acqua, perché dal 2000 la strategia della tensione è stata assunta di default dagli USA come sistema di dominio interno e esterno. Quindi per loro fa parte del paesaggio, come il campionato di calcio o la pubblicità (riuscite a immaginare un mondo dove non esiste la pubblicità?).
In ogni modo glielo spiego io in due parole semplicissime cosa significa: chi vuole uno Stato dominato dalla violenza e fondato sulla guerra diffonde il terrore in modo che le persone esasperate chiedano aiuto al più forte e più armato, di solito l’esercito, cercano di sospendere i diritti civili e costituzionali o di metterli in un angolo come fossero un optional.
Roba d’altri tempi verrebbe da dire.
I giovani neofascisti di allora non si facevano problemi a sostenere che lo stragismo fosse il mezzo più breve per raggiungere i loro obiettivi. Alcuni di quei giovani non lo sostenevano e basta, ma furono esecutori materiali di stragi.
Gli eredi di quei ragazzi che uccidevano a casaccio persone inermi con armi e esplosivo sono quelli che adesso si presentano alle elezioni con l’intento di salvare la patria. I vari Casapound o Forza Nuova, Fratelli d’Italia e soprattutto la Lega che essendo un covo di fascisti preideologici è ancora più pericolosa.

Salvare la patria è una delle attività preferite dai fascisti.
Il fascismo storico salvò la patria mandando centinaia di migliaia di ragazzi a morire congelati in Russia e in altri modi su svariati fronti.
I neofascisti degli anni settanta salvavano la patria con le bombe sui treni, nelle piazze e nelle stazioni.
Anche la lega è una forza salvatrice di patria, anche se ancora non è chiaro quale sia la patria che intende salvare.
I neofascisti “espliciti” di oggi si limitano a aggressioni, intimidazioni, minacce e accoltellamenti.
Robetta a confronto.
Però promettono bene, ogni tanto uccidono qualcuno o gli causano gravissime lesioni, ma il sistema dell’informazione la butta in caciara di fatto coprendoli… magari facendo passare la cosa come uno scontro tra estremisti o robe del genere. Così non ci si indigna più di tanto. E i loro reati cadono in prescrizione con una certa frequenza.
Il sistema dell’informazione è incredibilmente tenero con i neofascisti, soprattutto negli ultimi tempi.
Ci sono giornali che hanno sempre sguazzato in qualche putrida poltiglia democristiana e che ultimamente si sono adagiati senza troppo sforzo nella putrida poltiglia fascista.
Di fatto questa poltiglia giornalistica, insieme ai vari TG pre-fascisti mediaset, è riuscita a derubricare nella percezione collettiva le violenze fasciste a “ragazzate”, magari sgradevoli, ma ragazzate.

Ora se siete arrivati fino a qui vi potete giustamente chiedere se lo scopo di questo post è quello di dire che i fascisti sono brutti e cattivi (non diciamo sporchi, perché l’igene personale è il punto più alto del loro programma politico e sarebbe indelicato metterlo in discussione).
La risposta è no. Tutt’altro. Lo scopo di questo post è quello di spiegare perché questa vignetta non fa ridere.
Dei fascisti posso dire che sono sostanzialmente dei delinquenti con il senso della politica. Tutti. Ciò non significa che non siano capaci per quanto riguarda tattica e strategia. Anzi sono piuttosto bravi a tradursi nella cultura di massa spettacolare e sovente più capaci degli antifascisti nello sfruttare a loro favore elementi di questa cultura.

Cerchiamo di capire alcune cose dei fascisti, solo alcune: i fascisti escono allo scoperto solo quando hanno le spalle coperte; rimane valido il vecchio adagio che più di ogni altro distingue un fascista dichiarato o meno da un non fascista: -debole coi forti e forte coi deboli-.
Lo scopo della loro azione è la sopraffazione dell’altro.
Qualsiasi altro scopo dichiarato è semplice copertura.
I fascisti amano la guerra e, come diceva Sun Tzu nell’Arte della guerra, il Tao della guerra è l’inganno.
Non solo i fascisti ricorrono all’inganno, oppure alla violenza (lo facciamo tutti), ma i fascisti fanno dell’inganno e della violenza valori in sé.
Questo è il punto più coperto dalla poltiglia giornalistica di cui parlavo prima.

Per esempio riescono a fare un uso molto “selettivo” della violenza e ragionato per le conseguenze mediatiche.
Forza Nuova (il cui leader ci riporta proprio a quelle organizzazioni stragiste degli anni settanta) organizza linciaggi di ragazzi del Bangladesh a Roma. I famosi bangla-tour. Vai a menare per menare, per mostrare che sei un vero fascista.
Un rituale di affiliazione in fondo.
Questo non è una novità. Negli anni settanta si dimostrava la propria capacità di camerati con la violenza nei confronti dei “rossi” o con lo stupro; attività questa piuttosto in auge nella sottocultura di estrema destra prima che la difesa delle donne non diventasse un usatissimo cavallo di battaglia.
Perché i bangladeshi e non la mafia nigeriana?
Provate a indovinare.
Intanto sono persone miti e indifese. Più della mafia nigeriana che si può rivelare pericolosa a tratti.
Poi pestare qualcuno estraneo alla comunità nazionale pone fuori dall’indignazione collettiva, non suscita gran polverone, ma suona come avvertimento e intimidazione nei confronti di tutti.
La massa pensa: vabbé hanno menato un comunista o un extracomunitario… che me ne frega.
Il messaggio occulto è per tutti: -abbiamo una potenza militare e te lo mostriamo-. Simile a quanto succede con gli esperimenti nucleari. Facciamo un bel botto per farti vedere che se vogliamo te lo facciamo in casa tua un bel botto.

Altro punto è che allo stesso violento modo riescono a essere normativi.
Bello Figo, personaggio pop che fa milioni di visualizzazioni sul canale youtube non può fare concerti in Italia perché l’estrema destra minaccia di morte gli organizzatori di ogni concerto e gli amministratori che forniscono spazi per gli eventi. Risultato: per motivi di ordine pubblico tutti i concerti del 2017 (a eccezione, credo, di quello di Livorno) annullati.
Solito discorso. Se avessero fatto minacce a qualche famoso jazzista anche la narcotizzata opinione pubblica si sarebbe chiesta dove siamo andati a finire.
Essendo Bello Figo un personaggio di cui la musica potrebbe benissimo fare a meno e trattandosi piuttosto un fenomeno di costume (e non dei migliori, intendiamoci) la cosa in sé non fa notizia e viene di nuovo derubricata a scontro tra sottoculture.
Sfugge a molti il fatto che delle formazioni neofasciste in Italia, nel 2018, decidono chi può stare su un palco e chi no.

A questo punto più di un lettore, ammesso che ci sia più di un lettore che è arrivato a questo punto, dirà: ma non li stai sopravvalutando?
Avete ragione. Infatti ho voluto liquidare l’estrema destra e i giovani neofascisti per primi, ma il motivo per cui questa vignetta non fa ridere non sono loro. Loro c’entrano, come c’entra Almirante, ma non sono gli autori principali di questa vignetta.
Sono la punta emergente di un iceberg di merda, come sempre, ma solo la punta.

I principali responsabili del fatto che questa vignetta non faccia ridere sono tutti coloro che rendono le parole messe in bocca all’ombra fascista: plausibili, verosimili, accettabili e in qualche modo “non prive di realtà”.
Sono coloro che da ogni parte hanno sciacallato la democrazia rendendo la parola stessa sinonimo di “debolezza”, “incapacità”, “inadeguatezza alla soluzione dei problemi”, “inefficenza”.
Costoro sono i responsabili del fatto che queste parole non risuonino ridicole, ma tragiche, e l’elenco qui sarebbe lunghissimo.
Sarebbe, perché non ho intenzione di dilungarmi in nomi e cognomi e sigle e robe del genere.

Però vi rendete conto che precarizzare un paese significa questo. Distruggere la sanità pubblica, renderla inefficente significa questo. Difendere i privilegi di categoria (vizio a cui la sinistra non è mai stata immune) significa questo.

Il presidente USA Roosvelt era solito dire che la democrazia non può permettersi di non funzionare. Fu accusato spesso di essere un comunista dalla destra USA.
Roosvelt non era un comunista, ma il Partito Comunista USA (allora non marginale) appoggiò la sua politica sociale, al punto che buona parte degli impiegati statali che lavorarono nei programmi di sicurezza sociale erano comunisti.

Ecco, io accuso quelli che adesso si presentano dicendo che – l’antitodo al fascismo non è l’antifascismo, ma la democrazia – di essere gli autori dello sfascismo che in questo paese porta sempre a qualche tipo di fascismo.
Chi ha alimentato un sistema di clientele e non ha mai affrontato i problemi strutturali. Chi ha sempre trovato “possibile” finanziare il sistema bancario e favorire le grandi opere inutili e impossibile finanziare qualsiasi ammortizzatore sociale (salvo adesso, in campagna elettorale, sperticarsi in salari di dignità/cittadinanza/solidarietà/ecc.) è responsabile di questo sfascio della democrazia.
Chi ha alimentato mafie e sprechi improduttivi ha creato l’humus su cui queste piante schifose crescono.
Chi nelle zone “rosse” ha fatto in modo che si potesse dire “io mi sono sempre trovato meglio a lavorare con cooperative di destra che con quelle di sinistra”.
Chi ha difeso il proprio popolo tesserato senza nessuna visione di insieme.
Tutti coloro che hanno anteposto la loro incompetenza con l’ostracismo nelle strutture pubbliche e domocratiche sono responsabili.
Mi fermo qui perché l’elenco dei traditori dello spirito della costituzione è fitto di nomi, cognomi e sigle che formalmente lo difendono, e io ho già troppi nemici.
Secondo i fascisti i nemici portano onore. Io non credo e poi di tutto questo onore non so cosa farmene.

Non credo nemmeno che dopo il 4 marzo questa vignetta tornerà a far ridere.
Non vedo niente di buono nell’offerta elettorale e questa volta andrò a votare solo per evitare che quella parte emergente dell’iceberg di merda diventi sempre sempre più invadente e fastidiosa, ma il livello della “discussione” politica, ormai strettamente ripiegata sulla cronaca è penoso; un dibattito penoso in cui il pressappochismo finisce solo dove inizia la malafede.
Siamo ben lontani da qualcosa che assomigli a una soluzione, ma non ci possiamo trincerare da nessuna parte.
Ci si poteva aspettare di meglio da questo paese, sì.
Ecco perché questa vignetta non fa ridere.

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