Io mi eccito in maniera anormale.

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Ieri sera durante una trasmissione televisiva l’ex ministro Brunetta ha fatto cadere nel discorso con cui stava interloquendo con il futuro ministro Vendola questa frase: “Io mi eccito in maniera normale. Tu non so!”. La frase è ambigua (guarda un po’!) e Brunetta può negare il riferimento alla sfera sessuale.

Ieri un ragazzo di 15 anni si è ammazzato perché sommerso da frasi tipo questa e Brunetta ha pensato bene di esibirsi in una prodezza da bar che non fa più ridere neanche al bar.

Invece io, Gianni Casalini, nel pieno possesso delle mie facoltà voglio affermare al mondo che: Io mi eccito in maniera anormale! Qualsiasi cosa si intenda per normale mi ha sempre intristito il cazzo. Esattamente come il governo di cui Brunetta ha fatto parte. Non ci posso fare niente. Davvero. E’ sempre stato così. Fin da piccolo. Arrivava uno e ti diceva: le cose normali sono queste e queste… e io mi dicevo: che coglioni, falle te! Allora mi sono sempre buttato sulle sperimentazioni. Di quello che m’andava e quando e come potevo, s’intende. Se una cosa non ti piace, non ti piace. Se non t’attira, non t’attira. Però ho scoperto che di cose che eccitano ce ne sono tante e secondo me è fortunato chi si eccita con altre cose ancora. E mi sa che non le ho scoperte ancora tutte.

Mi sono sentito molto discriminato in quanto anormale e ho solidarizzato con tutti gli altri anormali, che detto per inciso, costituiscono la maggioranza della popolazione.  All’inizio c’ho provato a dire che di cose anormali non ce ne erano. Si evolve, si inventa, si cresce… Ma non c’è stato verso. C’è il club dei normaloni, che siccome si fanno due coglioni così, e non godono di quello che vogliono far credere di essere, finiscono per rompere il cazzo agli altri e stabiliscono che – o coi normali o CONTRO i normali.- Però visto che una volta tanto ce n’è uno che viene allo scoperto di questi normali mi rivolgo a lui così: guarda che voi “normali” esistete solo nella vostra mente malata di gente priva di ogni erotismo ed esistete perché ci sono gli anormali come noi. Noi esistiamo sempre. Indipendentemente da voi, dalla vostra invidia e dalla noia in cui affogate per tutta la vita.

Di cose normali… Lo sapete da dove viene la definizione posizione del missionario? Sì. Comunque per chi non lo sa lo dico: i missionari insegnavano alle popolazioni “selvagge” che l’unica posizione normale era quella del missionario appunto. I selvaggi, che erano selvaggi forse, ma non stupidi lo facevano invece in tutte le posizioni che la natura mette a disposizione (ce ne sono alcune davvero curiose, come ben sapete), con una particolare predilezione per la posizione scientificamente nominata: a pecora oppure a quattro zampe o sui quattro appoggi. Per dirla come nelle palestre. E questi non capivano perché questi idioti insistessero tanto su questa storia della posizione con cui scopare… Poi hanno fatto finta di crederci. Come tutti.

Il brutto è che ogni tanto c’è qualcuno che ci crede davvero a queste stronzate. Che pensa che ci sia un dio che sta lì a guardare se godi col culo o lo usi solo per cagare, se usi un vibratore se ti piace il 69,  se schizzi fuori, dentro, o per parte ecc..

Si tratta di persone molto limitate e impaurite cerchiamo di aiutarle. Non isoliamole. Cerchiamo piano piano di far capire che non esiste solo il mondiciattolo in cui si sono rinchiusi, ma il mondo è molto più vasto, bello e pieno di gioia e piacere. Per tutti. Gratis.

Mi piacque ciò che disse una attrice porno protagonista di film hard lesbo e S/M in una intervista. L’intervistatore le chiese se le piaceva fare sesso con altre donne. E lei rispose che sì, era il suo lavoro, ma le piaceva. Poi le chiese se le piacessero anche le scene girate con uomini e lei rispose di sì. Allora l’intervistatore le chiese se era bisessuale. La biondina lo guardò con un certo stupore e rispose: no, io non sono niente. Nella sua risposta c’era più saggezza che in mille libri scritti sull’argomento. Io non sono niente. Niente di cui la tua mente ha bisogno.

Niente delle categorie che vi servono per rappresentarvi il mondo. Per la prima volta ciò che non siamo può diventare appropriazione e non privazione. -Solo questo oggi vogliamo dirti ciò che non siamo e ciò che vogliamo.- Scriverebbe oggi il poeta?

Dichiararsi tutti sessualmente anormali è forse il miglior modo di rispondere alle varie sessofobie dilaganti.  In seguito potremmo dichiararci normalofobici.

Anormali di tutto il mondo, unitevi! Avete da perdere solo le catene della banalità.

[GC:::2012::]

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