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Psico immagini - serie_6_img007 -Gianni Casalini 2012 -mod. GIMP

In Occidente si parla sempre meno di politica e sempre più di tecnica. Perché?
“Perché la sinistra non ha più niente da dire, non ha un programma da proporre. Quel che ne rimane rappresenta gli interessi della classe media istruita, e non sono certo centrali nella società”
Hobsbawm, l’ultima intervista

Adesso che sono passate queste primarie “democratiche”, di cui non vi potrete certo lamentare dell’assenza mediatica, mentre siete lì a contare voti e soldini potreste provare anche a dare un’interpretazione qualitativa del voto.

Dal momento che non lo farete, vi lancio una inutile profezia: scoprireste che coloro che sono stati tagliati fuori dal sistema di produzione e che hanno votato al vostro giochino sono un numero risibile.

Giusto una suggestione perché non mi piace rompere i giochini che appassionano gli altri… -e la tentazione sarebbe forte perché insieme a tante brave persone di cui non condivido la passione per questo esercizio pseudo-democratico, ho visto uscir fuori la solita feccia di presenzialisti interessati, di cui il vostro partito non si può certo ritenere digiuno, e anche dei soliti ammanichini che hanno colto l’occasione per “contarsi” o almeno “per guardarsi in faccia”.-

Non mancherebbero gli argomenti. Ma per non farla lunga ne scelgo uno solo perché la faccenda non merita tutta l’enfasi che gli avete dato, e avrete occasione di accorgervene appena usciti dal minimondo che vi siete creati in questi mesi.

Eccolo: tutto questo esercizio di voto per eleggere chi doveva già essere eletto? Per proporre chi, e solo chi, è già accreditato presso l’elité che approva la classe politica “giusta”? E si tratta di un elites che non è eletta.

Il vecchio sistema di controllo sociale prevedeva un controllo burocratico rigido, presenza di dittatori e assenza di elezioni. Era un sistema accentrato su CIÒ CHE POTEVA ESSERCI. Il nuovo sistema di controllo (o nuovo, o semi-nuovo ordine mondiale) è centrato su CIÒ CHE NON PUÒ ESSERCI. Si concentra su una selezione negativa. E grazie a questa inversione di metodo prevede e stimola un continuo e ridondante esercizio del voto. Sia in forma tradizionale sia in forma di espressione di gradimento tramite i nuovi sistemi digitali.

Che si tratti di un paese occidentale  (ormai) ex sviluppato come il nostro oppure dei Fratelli Mussulmani in Egitto il governo è riservato a chi è accreditato presso le elités del potere finanziario. Visto che ogni struttura sociale (tra cui lo Stato appunto) è viva o morta, sta bene o male, solo in virtù di ciò che viene stabilito dal governo finanziario. In altre parole: visto che in un solo momento un ristretto numero di persone può decidere il “fallimento” dello Stato.

Contro quello di cui sto parlando voi non potete niente. Quindi la situazione è sul punto di imprevedibili rotture. Il sistema di potere sta direzionando conflitto e rotture attraverso l’accreditamento di scontri innocui sul piano globale e forze accondiscendenti. Il sistema di potere è un sistema che sposta credito e debito facendo credere che questo sia valore, e fa lo stesso con il credito politico. Il credito di potere. Anche se ormai la parola giusta, dal momento che nessuna leva fondamentale della società può essere toccata, non è più politico, ma gestionale.

Ciò che ci riguarda da vicino è prodotto in una sfera che la politica non può toccare, se non marginalmente. E la misura di questo margine è destinata a rivelarsi nel tempo sempre più risicata.
Sarà offerta man mano una vasta e assortita gamma di palliativi.
Questa è la crisi della politica. Secondo me.

[GC:::2012:::]

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