Volare, ovvero la democrazia.

Viaggio lungo il fiume Elsa

Viaggio lungo il fiume Elsa

Ma sai… se dico a qualcuno: “Tu puoi volare!” non sto dicendo una bugia, perché almeno uno dei significati della parola volare può essere soddisfatto. E’ sufficiente che tu monti sopra un aereo e che quello decolli.

Parlerei di magia se dicessi: “Tu puoi volare come un uccello”, cioè specificando che mi riferisco al significato più immediato della parola volare. Quello centrale. Quello che per primo produce un immagine sullo schermo della tua mente. In quel senso un gabbiano può volare e un essere umano no.

Una parola è un dado a molte facce ed è sufficiente che se ne veda una per affermare che il dado esiste.

Orwell immaginò un linguaggio asservito al potere tramite una continua semplificazione e contrazione dei  termini del vocabolario. Questo è sicuramente l’esercizio preferito di un potere dispotico centralizzato. Il togliere.

Eppure la maggior parte del controllo che un sistema oligarchico svolge tramite il vocabolario avviene tramite l’esercizio dell’aggiungere.

Aggiungendo significati alla periferia di una parola si può non mentire senza preoccuparsi del fatto che il significato centrale della parola venga normalmente disatteso.

Così la democrazia.

Gianni

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