Destra & Sinistra

San Miniato

Destra & Sinistra
In auto. Ascolto la radio sintonizzato su rai radio 3. Rassegna stampa già iniziata. Lo speaker parla entusiasta di un articolo di Marcello Veneziani sul Giornale. L’argomento è, in effetti, interessante.
Cosa è oggi il potere? Ne legge dei passaggi. Sono scritti con quella patina intellettuale che Veneziani mette nei suoi discorsi. La tesi è la seguente (in sintesi): la politica è svuotata. Si tratta di una categoria novecentesca che aveva riempito lo spazio pubblico. Oggi il luogo della decisione non è più la politica. Allora quali sono i poteri “veri”?
Secondo Veneziani il potere oggi è -la finanza-!
Il giornalista di radio 3 è sinceramente entusiasta di questa conclusione e riprende il filo del discorso dell’articolo con l’altra grande tesi in esso contenuta. Cioè: oggi non ha più senso parlare di destra e sinistra. Sono categorie esaurite e non da ora (cita filosofi), ma dall’inizio del secolo scorso. Almeno il concetto è chiaro.

Vabbé. Mi sarei aspettato un entusiasmo più contenuto rispetto a queste “novità”, dal momento che la tesi del vero potere che risiede nella finanza la ripete, da almeno una dozzina d’anni, anche l’aspirante velina.

Comunque niente di strano. Tesi post-moderne in salsa di destra si direbbe, se lo stesso Veneziani non c’avesse assicurato che destra e sinistra non significano più niente perché non significa più niente la politica.

Poi lo speaker introduce nel discorso il concetto nietzschiano di procedura. Il sistema mondiale avrebbe assunto caratteri procedurali per cui esiste astraendosi. Bene. Interessante. Anche Marx, mi pare, c’avesse messo in guardia dal fatto che il capitalismo è astratto. Poi questo discorso mi sembra che peschi abbastanza da Impero di Hardt e Negri e da quello che diceva uno storico marxista come Hobsbawm a proposito di un capitalismo senza borghesia. Tutto in salsa di destra naturalmente.

La parola capitalismo non viene in mente né a Veneziani (mi pare di capire), e nemmeno allo speaker. Basta la parola finanza. Come ai fascisti di Casa Pound basta la parola banche.

Non ce l’ho fatta a comprare il Giornale. Aspettando che questo annullamento di destra e sinistra sia totale e tangibile fino a togliermi l’impressione di comprare un triste foglio di propaganda della peggiore destra italiota…. e sinceramente… anche no (visto anche che lo speaker ce lo ha letto praticamente tutto questo articolo)… nei prossimi giorni posso comunque dargli una lettura in biblioteca, mi sono detto… -proprio a sentirne il bisogno-.

Niente di nuovo, si potrebbe dire, la destra finge di non essere destra e butta fumo negli occhi. Per farlo mette su i soliti Frankenstein concettuali fatti di pezzi di pensiero di sinistra manipolato per renderlo assemblabile con conclusioni fascistoidi -la premessa del fascismo è la supremazia della violenza e dell’inganno, per questo, quando si cala nel mondo culturale ripropone quelle che sono le sue costanti: il saccheggio e lo sciacallaggio concettuale-. Ok. Roba vecchia?

No. Invece mi sa che si va nella direzione di appoggio all’unica destra vincente, quella economico-finanziaria. Chiaramente fingendo il contrario; si parla di finanza e si finge di smascherare il sistema. Sì. -Effetto Striscia la Notizia-?. In un certo senso.

Prendo questi spunti per dire alcune cose che mi interessano più dell’articolo di Veneziani.

1 Una delle operazioni della propaganda neoliberista è proprio quella di mettere sotto i riflettori le varie singole parti del sistema economico-finanziario-produttivo che va sotto il nome di capitalismo e farle additare dall’estrema destra politica e “culturale” come -il colpevole- (quanto sfruttano la pornografia della giallistica!) in modo di distogliere sia da una visione di insieme, sia da giuste rivendicazioni sociali -tu stai guardando il dito… come possiamo darti dei diritti… non è colpa di nessuno… è la finanza… siamo tutti sulla stessa barca…-. La finanza non è qualcosa che sta in alto e muove i fili e basta. La finanza sei te che non la sfanghi.

2 C’è un turbinio di “ispettori”, soprattutto in rete, che giurano e spergiurano di avere capito chi è davvero il potere -ah l’assassino!-. Bene. Spesso inconsapevolmente questi finiscono per agire come disinnescatori del dissenso, appiattendolo e personalizzandolo, oppure proponendo la loro confusione fra cause ed effetti. Allo stesso modo vengono allontanate le riflessioni tecniche vere e proprie -come funziona una procedura? Quali sarebbero i punti deboli del sistema? Come agire nell’immediato?- proponendo risposte semplificate, incomplete e (soprattutto) distorte.

3 Politica. Gli unici che in questo momento hanno la reale capacità di sfruttare lo svuotamento di senso delle istituzioni sono loro: la destra finanziaria, o gli scagnozzi del capitalismo neoliberista. E lo stanno facendo IN MANIERA SERIA ED EFFICACE. La sinistra sociale è in una condizione frustrante di subalternità culturale. Ogni tanto lancia dei segnali interessanti. Ma da sola non va da nessuna parte. (Nonostante i molti proclami il superamento tra massimalismo e riformismo non è stato metabolizzato a sufficienza e si ripropone in forma di rigurgito come generico superamento della politica.)

4 Lo spazio del politico non è vuoto per niente. Anzi non è mai stato affollato come ora. Il potere finanziario, cioè il capitalismo che si è fatto astratto ed evanescente, ha bisogno di passare attraverso il potere politico e non ha la minima intenzione di sostituirsi ad esso. Non aspira proprio ad essere politico. Casomai ad essere servito dal potere politico. Deve modificare costituzioni tramite la politica, deve intervenire sugli ordinamenti giuridici nazionali tramite la politica, deve sottrarre risorse alla collettività tramite la politica, deve crearsi le condizioni di mantenimento e omeostasi attraverso la politica…. La politica non è padrona (meno del solito), ma è necessaria. Lasciare vuoto lo spazio del politico è una pessima idea. Caso mai si tratterebbe di ridefinirlo, finalmente, in una nuova radicalità che va oltre le folkloristiche uniformi da maggiordomi di massimalismo e riformismo.

5 Destra & Sinistra. C’è chi ha interesse a fornire l’idea che destra e sinistra siano Cip e Ciop. Le cose stanno diversamente. Esiste una fondamentalità, che purtroppo è stata svilita nei fatti, ma che dovrebbe ancora distinguere con chiarezza cristallina destra e sinistra. Ed è questa. In termini di visione la sinistra ha come orizzonte una società libera e senza oppressione di classe. In termini di obiettivi la sinistra dovrebbe (condizionale obbligatorio) cercare con ogni mezzo di attuare la ridistribuzione dei profitti, di costruire una società solidale e una democrazia sempre meno delegata, nella cornice delle libertà civile e della libertà di espressione. La destra no! La destra è quella parte della società che crede che la diseguale distribuzione della ricchezza prodotta sia funzionale al buon funzionamento della società stessa.
Ok, banale. Ma siccome non ci si prende mai la pena di dire qualcosa di banale va a finire che non si dice mai niente. Così capita di assistere a cose assurde tipo che alcune forze teo-fasciste vengono considerate di sinistra perché -anti-imperialiste- o imbecillità del genere. Oppure si tira fuori la destra sociale (ossimoro divertente) ecc ecc

Comunque se destra e sinistra sembrano termini superati – e sotto molti aspetti del loro uso lo sono- per me va benissimo. Se ne possono inventare di nuovi… Ciò che non è superato nei fatti è la contraddizione sociale che li ha prodotti. Quando realmente ne potremo fare a meno sarà un gran giorno per l’umanità.

[GC :::2013:::]

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