Come si sente…

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Prima leggere: Come si sente una donna

Questo è il mio commento:
Contiene suggerimenti preziosi di Luisa C.

L’articolo è ricco di spunti. Ha ragione l’autrice quando scrive: “nessun paese del mondo tratta le donne tanto bene come tratta gli uomini.” Mi verrebbe da aggiungere: nessun paese del mondo tratta i poveri tanto bene quanto i ricchi. Ma questo… ormai non conta più molto. E’ la cultura dellla favelas discriminata… il mondo delle minoranze Vs. maggioranze, che poi è l’idea nordamericana della realtà… (a questo proposito non ho mai capito come mai le femministe non si incazzano quando si parla delle donne come “minoranza”).

E’ difficile immaginare per un uomo le molte limitazioni che comporta l’essere donna in un mondo patriarcale… E’ difficile, ma non impossibile perché tutti, anche i maschi, hanno sperimentato limitazioni ed esclusioni derivanti magari dal non essere competitivi in un mondo che vive di performance, di violenza, di prevaricazione, di “merito”; in quanto, voglio dirlo, il -patriarcato- non è un mondo dove basta avere l’uccello ed essere eterosessuali per avere vita facile.
Non è proprio questo.

Credo che negli ultimi cinquemila anni ci sia stata oppressione per uomini e per donne in quantità impressionante. E ce n’è stata di più per le donne. Se il problema però è “soltanto” che ce n’è stata di più per le donne… rimango scettico. Opinione rispettabile che non condivido.

Ritengo giusta la conndanna dell società patriarcale come forma oppressiva, ma non come forma astratta, piuttosto come sistema di relazione incarnato da uomini e donne reali.
Se una donna vuole VERAMENTE attaccare il sistema dominante è forse arrivato il momento di mettere al centro del discorso il tipo di relazione con l’altro che desidera e che sia in grado di scardinare il discorso dominante, senza infognarsi in potenziali contro-sciovinismi. E questo lo possono fare solo uomo+donna e non donna+donna Vs uomo. Con buona pace di chi sostiene il contrario.

E da parte maschile è arrivato il momento di condannare ed emarginare (esiste un valore positivo dell’emarginazione) gli uomini che si mettono in competizione secondo modelli di sopraffazione. Piuttosto che distribuire tanta solidarietà gratutita al genere femminile. Il patriarcato è un problema per i maschi, e grosso. E sarebbe un bene che se ne accorgessero negli spogliatoi della squadra di calcetto, prima di ritrovarsi in qualche dittatura, o vittime di qualche squadrismo, o carneficina mondiale.

Un saluto a tutte e un saluto anche a tutti i maschi che non hanno mai violentato una donna, né gli è mai passato per l’anticamera del cervello di farlo, anzi l’idea glielo fa semplicemente ritirare come un mollusco e non hanno mai pensato che una persona sia incapace per il proprio sesso o per i propri gusti, né tantomeno hanno mai pensato che una donna non faccia sesso per provare piacere, … e per questo… mai hanno ricevuto elogi, né notorietà, ma hanno trovato tutto ciò semplicemente normale; insomma a tutti quei maschi che nella vita non hanno avuto come nemico -le donne-. Incuranti di essere, non di rado, classificati come: finocchi, anormali, anonimi e impotenti da uomini e donne, secondo un modello di giudizio che è patriarcale, ma è anche tante altre brutte cose.

G.

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