I cristalli dei super-eroi

' Spacefood '  Sammy Slabbinck 2013

‘ Spacefood ‘ Sammy Slabbinck 2013

Pensa te che mi torna a mente. Anni fa lavoravo come operaio stagionale in una nota fabbrica di gelati e mentre stavo andando al lavoro, la mattina sul presto, fermo al semaforo con circa dieci automobili davanti e almeno altre dieci dietro assistetti a questa scena: un signore di mezza età fuori dalla macchina, parcheggiata alla buona sul marciapiede dall’altra parte della carreggiata, stava letteralmente -inveendo- nei confronti di due bambine piccole con lo zaino a tracolla. Ma non era una semplice rimbrottata, aveva veramente gli occhi fuori dalle orbite e urlava in faccia a queste bambine che si guardavano i piedi.. Lì, su un marciapiede di fronte a me e ad almeno altre trenta persone. Era davvero una scena brutta. Aspettai qualche secondo, poi abbassai il finestrino e gli dissi -Oh lei… ma non si vergogna?-. Questo di colpo si accorse che nel mondo non esistevano solo lui e la sua nevrosi, salì le bambine in macchina e frettolosamente e senza dire nulla, né mai incrociare il mio sguardo, montò pure lui e andò via.
Nessuno degli altri auotomobilisti disse una cippa.
La cosa mi mise di cattivo umore.
Così appena arrivato in fabbrica raccontai la faccenda ad un po’ di colleghi. La quasi totalità di quelli a cui raccontai la storia mi dissero che loro -al posto mio s’intende- sarebbero scesi e gli avrebbero minimo affibbiato due ceffoni… ma minimo.
Il che, sul momento, mi depresse ancora di più; ero stato pure morbido nel mio intervento.
Poi feci la seguente riflessione. Non posso sapere cosa avrebbero davvero fatto i colleghi al posto mio, ma gli altri  automobilisti che erano nella mia stessa fila erano tutti distratti? Tutti?
Non è che anche loro di fronte a qualche altra ingiustizia lontana nel tempo e nello spazio si sarebbero elevati a paladini del bene contro il male. Forse il maltrattante era stato fortunato a trovare solo un mollaccione come me invece di qualcuno veramente risoluto.Io non ho problemi ad ammetterlo: non sono coraggioso o, forse, il mio coraggio, se esiste, non assomiglia per niente a quello dei telefilm o dei film hollywoodiani dove uomini rudi e fighe esagerate fanno a gara a piazzare calci nel viso a malvagi e cattivi in genere e dove una poliziotta coi tacchi sconfigge mafia e terroristi da sola, senza nemmeno spettinarsi. Se qualche volta sono stato coraggioso è stato una specie di atto dovuto nei confronti dell’esistenza. Di sicuro, comunque, tante volte non lo sono stato e avrei potuto fare di più.
In generale devo dire che mi capita spesso di trovarmi con gente che si gira dall’altra parte o fischietta un motivetto quando butta al brutto e da quell’episodio mi è rimasta soprattutto l’impressione che i finestrini dei supereroi e dei vendicatori mascherati quando le cose succedono nella realtà e non su qualche tipo di schermo rimangono tremendamente chiusi.

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