La passeggiata dello schizofrenico

 

-La passeggiata dello schizofrenico-
1. Assassini -Tupolev Gramophone-
2. In girum imus nocte -Tupolev Gramophone-
3. Toscana Addio -Gianni Casalini-
http://www.jamendo.com/it/album/29580"In Persia vidi che la poesia è fatta per esser messa in musica e
cantata o recitata -per un solo motivo- perché funziona.
Una giusta combinazione di immagine e melodia sprofonda il pubblico in
un hal (qualcosa a metà fra uno stato d'animo emozionale/estetico e una
trance di iperconsapevolezza), scoppi di pianto attacchi di ballo -
misurabile risposta fisica dell'arte.
Per noi, il legame tra corpo e poesia morì con l'era dei bardi- leggiamo
sotto l'effetto di un gas anestetico cartesiano."
Così descrive la poesia in musica Hakim Bey in uno scritto chiamato
"Pornografia", tratto da T.A.Z., Zone Temporaneamente Autonome.

Questo è il tentativo che i Tupolev Gramophone hanno fatto qualche anno
fa, fra Case del Popolo e feste di paese. Riuscito o meno non lo so.
Intanto l'hanno fatto e dall'unica registrazione dei Tupolev ho preso
due "brani" per inserirli in un mini album su Jamendo, la piattaforma di
condivisione per la musica Creative Commons.

Il primo è -Assassini- liberamente tratto dallo stesso T.A.Z. di Hakim
Bey e modificato da Fabio Casalini l'altra voce narrante del gruppo (una
voce è la mia).
Assassini è la descrizione poetico/immaginaria della setta degli
assassini appunto.
Non saprei dare una vera descrizione del pezzo, direi che tutto il pezzo
è un invito a navigare "le costellazioni d'eresia nella incurante aria
fredda del deserto".
La registrazione è stata fatta con due microfoni panoramici e un vecchio
Mac dedicato, alla CdP di Pagnana (Empoli), il volume è molto basso e va
alzato, detto questo la qualità non è malvagia.

Il secondo è -In girum imus nocte-, prima metà del famoso palindromo
latino "In girum imus nocte et consumimur igni". Si tratta di una
miscela di frammenti tratti dall'omonimo testo/film di Guy Debord e
dalla "Società dello spettacolo", dello stesso autore. Omaggio, tributo,
riconoscimento a Debord. Eredità del grande "dottore in nulla" parigino.
Stesso discorso sulla registrazione fatto sopra.
Colgo l'occasione per ringraziare SimonMago (Simone Alderighi) per la
registrazione e lo "staff" della CdP dell'epoca.

Il terzo brano -Toscana Addio- è scritto e recitato interamente da me.
E' un tributo al grande Remo Remotti e alla sua "Mamma Roma addio", da
cui "rubo" l'incipit e qualcos'altro.
Registrato artigianalmente da BART. Con microfono e tutto!
La musica è una campionatura dei Recycle (by BART) che sono gli autori
della parte musicale di "Mamma Roma addio".
Io la definisco una deterritorializzazione ipnotica.
Spero che si impatti sul sistema nervoso come da intenzione.

Buon ascolto.
Gianni

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