Imperium Sat Inc.

Una
farfalla notturna non è particolarmente attraente,ma
può anche appassionarci se passiamo del tempo aindagare
sul suo destino.

Giovanni
Jervis, Elementi
di Psicologia Dinamica.


"Signor
Casalini… perché non le interessa signor Casalini… ma vede
signor Casalini".

Non
ero mai stato chiamato tante volte signor Casalini in così
poco tempo; stavo riflettendo.

"Non
mi interessa"

"Buonasera"
"Buonasera"

No,
non mi interessa il fatto di aver "vinto" due mesi di
abbonamento gratis alla Imperium Sat Inc., tutto assolutamente gratis
partite e tutto… parabolica, installazione…

Sì,
ma signorina, io non guardo quasi mai la TV e già devo pagare
il pizzo allo stato per avere uno schermo su cui visualizzare
qualsiasi cosa e… quando ne ho voglia leggo qualche libro, quello
che mi va, sempre quando ne ho voglia scrivo e ogni tanto mi concedo
qualche porno danese.

Cosa
vuole che me ne faccia io della Imperium Sat Inc.

Faccio
notare a Tesla, l’androide muto, finito al cassonetto perché
difettato di fabbrica, che se scrivo autoprodotto senza trattino il
correttore automatico mi segnala errore. Fa un cenno con la testa.

Denied! Il
suo messaggio è tornato indietro, la sua risposta non è
stata accettata. Non puoi uscire dalla cornice della domanda.

:::Vuoi
procedere per l’installazione di pippo.x?:::

=>Sì
=>No

Clicco
no.

:::Mi
dispiace risposta non valida:::

:::Vuoi
procedere per l’installazione di pippo.x?:::

=>Sì
=>No

"…volevo
chiederle se nella sua casa fate uso di prodotti

erboristici".
"Mi
spiace, ma non rispondo ai sondaggi telefonici."

"..ma
io non le ho chiesto se risponde ai sondaggi, le ho chiesto se fate
uso di prodotti erboristici."

Trattenendo
una piccola risata: "Non rispondo ai sondaggi
telefonici".

Questa
sembra veramente incazzata.

L
ei
è un fantasma lontano e non mi può imporre nessuna
cornice.
Echi di telefilm polizieschi di nuova
generazione o studi da strizzacervelli, o solo abitudini. Sempre
abitudini. Infine abitudini. Un frettoloso
linguaggio da controllori si è appiccicato sulle cose del
vivere.

Nei
telefilm polizieschi dello scorso millennio c’erano dei maschi che
conducevano indagini piene di pericolose avventure e delle femmine
che si innamoravano di loro o tentano di fregarli o facevano tutte e
due le cose… Il treno dello
spettacolo era quello.

A
desso
ex ballerine di lap dance criminologhe con laurea coordinano equipes
di tecnici-scienziati, sparano, corrono, conducono indagini e
sbaragliano il male per far trionfare il bene. Come i loro colleghi
maschi non muoiono mai. Almeno finché non cambia serie.

"Certo
che a quella non le racconti nulla."

No,
non le racconti nulla, anche se il problema è la terza
dimensione. Anche la quarta è un casino… ma già la
terza crea attrito.Per scegliere quello che vogliamo essere dobbiamo scendere di due
dimensioni che poi vai a sapere dove le andiamo a ripescare quelle
due dimensioni. Comunque
nessuna nostalgia, preferisco avere a che fare con temerarie nuove
soggettività femminili piuttosto che sentirmi una pippa perché
non sono buono a saltare da un’auto in corsa ad un’altra.

Come
nei rap vengono messi in scena i sogni degli esclusi, nelle serie
televisive vengono messi in scena i sogni degli inclusi. Un personaggio è
potente, si riproduce nel reale.
Viene messo in
produzione il suo linguaggio. Materiale da scegliere per quello che
possiamo diventare. E’ il capò il modello dominante, allora
non c’è nessuna differenza fra chi tenta di dare ordini e chi
li riceve.
Tutti e tutte sono vittime, ma il
concorso per fare carriera come carnefici muove il mondo. Siamo
iscritti ad un gioco di ruolo, partecipiamo ad una classifica e le
relazioni allora diventano costruzioni di gerarchie fluide e aperte
di nuovo al gioco. Si gioca. Tutti giocano. E gli oggetti sono
diventati giocattoli.


L
ei
non c’entra niente. Lei ha solo "imparato a stare al mondo".Lei
lavora per pochi spicci in un call-center e io non voglio essere
scortese con lei…

Tesla
non dorme mai, è come presente in una insonnia senza sforzo. I
suoi occhi non trasmettono emozioni, mi ricordano quelli di un cane
che ha visto troppo. O troppo a lungo.

"Ti
piace quello che ho scritto?"

Fa
cenno di sì.

Penso
che avrebbe fatto lo stesso cenno qualsiasi cosa avessi
scritto.

Forse mi
sbaglio. A volte nella sua profonda apatia e nel suo silenzio ho
l’impressione di scorgere barlumi di una umanità che pare
esistere solo nella scia di rottami e di oggetti difettati che questo
mondo lascia dietro di sé.

Tesla
si collega direttamente alla rete e muove i suoi circuiti logici con
disinvoltura fra le varie densità dell’informazione; come un
monaco medioevale in un tardo pomeriggio d’inverno si addentra per
oscuri sentieri che lo conducono di rifugio in rifugio.

Fuori
tira un forte vento.

Gianni
Casalini

06/03/2008

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