L’onda (Die welle) -recensione-

 

locandina film

L’onda (Die welle)


Drammatico – 101 min
di Dennis Gansel. Con Jürgen Vogel, Frederick Lau
Germania – 2008

"Il professor Rainer Wegner, insegnante in un istituto superiore, come parte del programma scolastico deve spiegare la storia e le conseguenze relative alla fondazione del partito Nazional Socialista e alla conseguente dittatura di Hitler. Per aiutare i ragazzi a comprendere il fenomeno, Wegner sceglie di far mettere in pratica ai ragazzi un esperimento: creare in classe un movimento chiamato ‘l’Onda’, caratterizzato da un saluto particolare e dall’obbedienza ad alcune rigide regole di disciplina. Ben presto, però , il movimento inizia a governare non solo all’interno della classe ma sull’intera scuola e la situazione diventa insostenibile.."
http://www.cinemamignon.it/

Nella recensione qui sopra trovo un’inesattezza importante: "deve spiegare la storia e le conseguenze relative alla fondazione del partito Nazional Socialista". Le cose non stanno esattamente così.

In realtà il professor Wegner chiede di tenere la -settimana a tema- (che, mi hanno spiegato, si tiene a fine anno scolastico nei licei tedeschi) sull’anarchia.
Wegner è un ex (ma non troppo ex) autonomo/anarchico che ha partecipato ad occupazioni, primo maggio a Berlino e così via; a cui viene invece affidata la settimana a tema sull’autarchia.
La settimana a tema sull’anarchia viene invece affidata al suo -alter ego-: un bacchettone ingessato bavarese.
Qui sta il colpo d’intelligenza del film. Riesce a cogliere una dicotomia.
Ed è proprio il carisma "anarchico" di Wegner che permette il successo dell’esperimento.
Va detto che autarchia qui sta a significare anche -oligarchia-, e non solo -padronanza di se stessi- o -fare da soli-.

Scrivono su -La Repubblica-: "Film coinvolgente sul piano spettacolare, serio e acuto nel trattamento della materia. Centra in pieno il nocciolo della genesi dei regimi; più che una precisa ideologia, dei simboli di appartenenza: un nome, un’uniforme, un simbolo, un saluto."

L’unica cosa su cui non sono d’accordo è che si tratti di un film coinvolgente sul piano spettacolare.
Secondo me non è un bel film. Tutt’altro. Piuttosto bruttino dal punto di vista cinematografico. La recitazione non mi è piaciuta, i tempi lasciano a desiderare, i dialoghi anche. A volte sembra proprio una recita scolastica.
E’ un film eccessivamente didascalico e didattico.
E vero invece che è "acuto nel trattamento della materia".
Cioè toglie di mezzo tutti gli -ismi che, di solito annebbiano la mente e distruggono la critica.
Nell’esperimento del professor Wegner non c’è sessismo, né in forma di machismo, né in forma di contromachismo: c’è una partecipazione paritetica all’esperimento.
L’uniforme è una camicia bianca e un paio di jeans.
Non c’è razzismo. Uno studente turco e uno studente dell’est Europa vi partecipano entusiasticamente e, anzi, nel nuovo -spirito di gruppo- trovano il superamento delle barriere razziali e un nuovo protagonismo (significativamente l’unico -ismo che sopravvive).
Non c’è classismo. Finalmente lo studente ricco può partecipare a un momento collettivo mettendo a disposizione i propri mezzi, ad esempio stampando adesivi col simbolo del movimento, oppure comprando una camicia a chi non ce l’ha e non ha troppi soldi da spendere, senza sentirsi in colpa di essere "figlio di papà".
Gli studenti che appartengono alle classi inferiori possono -ricevere- non come se si trattasse di un gesto caritatevole, ma in nome di un’entità superiore. L’onda, appunto.
Nasce un nuovo spirito di collaborazione là dove c’era solo conflitto.

"… se papà potesse vedermi…" scrisse in una lettera Mussolini.
Il secondo punto a favore del film sta nel fatto che l’esperimento è -quasi- perfetto, cioè il professor Wegner ha calcolato tutto tranne… se stesso. Cioè non ha tenuto conto di cosa è fatto un leader: della propria frustrazione dotata di intuizione e tecnicamente attrezzata. Anche lui si sentiva l’ultimo fra i professori del liceo.
Quando se ne rende conto è troppo tardi.

Il finale è la parte più riuscita del film e non ve lo svelo.

Riflessione orientale: c’è una bella differenza tra essere contro e essere oltre.
La mente che discrimina può andare contro, ma non può andare oltre.

gianni.casalini a bastardi.net 

 

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