Il debito

Nelle parole di un famoso filosofo.

sutradeloto.noblogs.org

      Tutto ciò che vuole scambiarsi con qualcosa si scontra alla fine con il Muro dello Scambio Impossibile. I tentativi più studiati e più sottili di far significare il mondo in valore, di dargli un senso, si bloccano su questo limite invalicabile. E ciò che non si scambia con niente prolifera in modo delirante. I sistemi più strutturati non possono che deregolamentarsi per reversione di questo Niente che li ossessiona. E questo non al termine di qualche catastrofe futura, è qui e ora, è già adesso che tutto l’edificio del valore si scambia con Niente.
[…]

Dietro lo scambio del valore, e servendogli in qualche modo da contropartita invisibile, dietro questa speculazione folle di cui l’economia virtuale è l’apogeo, dietro lo scambio di Qualche Cosa, c’è sempre quindi lo scambio del Niente.
      La morte, l’illusione, l’assenza, il negativo, il male, la parte maledetta sono presenti dappertutto, fra le righe di tutti gli scambi. E’ questa stessa continuità del Niente che fonda la possibilità del Grande Gioco dello scambio. Tutte le strategie attuali si riassumono in questo: far circolare il debito, il credito, la cosa irreale e innominabile di cui non ci si può liberare. E’ così che Nietzsche analizzava lo stratagemma di Dio: riscattando, lui, il Grande Creditore, il debito dell’Uomo attraverso il sacrificio di suo Figlio, ha fatto sì che questo debito non possa mai più essere riscattato dal suo debitore, perché è già stato riscattato dal suo creditore – creando così la possibilità di una circolazione senza fine di questo debito, che l’uomo porterà come sua colpa perpetua. Questa è l’astuzia di Dio. Ma è anche quella del capitale, che, nel momento stesso in cui getta il mondo in un debito sempre crescente, s’industria simultaneamente a riscattarlo, facendo in modo che non si potrà mai più estinguere, né scambiare con niente. Ed è vero anche del Reale e del Virtuale: la circolazione senza fine del Virtuale farà sì che il Reale non si potrà mai più scambiare con niente.

Jean Baudrillard; Lo scambio impossibile (2000)

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