La società dei consumi consuma i consumatori

Psico immagini- serie5_06 -Gianni Casalini 2012-

Nota 1 – La società dei consumi consuma i consumatori -2011

La merce è il capitale in forma transitoria; la spazzatura è merce in forma definitiva.
Merce un giorno poi immondizia per sempre. Nella stagione che stagioni non sente.
Prima di venire sepolta l’anima della merce si è già separata per essere catturata e immagazzinata in forma di moneta.
L’anima della merce scivola nelle banche mentre il corpo diventa un detrito. Enormi cumuli di detriti stanno al passaggio della merce.
E’avvenuta la transizione! L’anima è salva. Con la separazione dal valore monetario si cattura il tempo astratto che c’era dentro. Ma il tempo è relativo anche se astratto, anche se morto. Quanto sia il tempo-anima contenuto nella merce si scopre solo durante la transizione.
Appena venduta la merce cambia ruolo e viene autorizzata a degenerare, inizia a vibrare del moto vorticoso della degenerazione. Cambia ruolo e si configura di nuovo, registra la caducità del tempo e la manifesta accelerandola, mentre prima era soltanto l’immagine smelensa di un’immagine desiderata. Granellino nella salsa della pubblicità. Simulacro d’infanzia decade, precipita e diviene vecchia velocemente al posto di chi la compra e la getta.

Trovare un senso agli oggetti che passano attraverso la propria storia personale è il lavoro del consumatore. E’ anche la passione di cercare sé stessi negli oggetti materiali. Nell’assenza di relazione e di erotismo. Passione frustrata dalla serialità degli oggetti con cui ricerca nuove configurazioni. Passione assistita dal sistema della moda. Passione accoppiata con l’abbassamento del livello ormonale degli individui.

Fatto significativo perché sia mantenuto lo scambio tra merce materiale o immateriale e il proprio equivalente generale (moneta) è che la stessa transazione comporti il rilascio nel sistema nervoso centrale dell’essere umano di dopamina, adrenalina e serotonina.

Non è riparabile e le componenti sono talmente mescolate tra loro da essere quasi inseparabili per avviare nuovi possibili cicli vitali dei materiali che compongono l’oggetto.

La società dei consumi non consuma un cazzo e ciò che produce arriva alla propria distruzione quando ancora la quasi totalità delle componenti che costituiscono l’oggetto è integra e perfettamente funzionante. La società dei consumi consuma il tempo dei viventi. La società dei consumi consuma i consumatori.

La merce vende la propria complessità che dura il tempo di uno spettacolo.

Il consumatore-spettatore è il custode una discarica temporanea de-localizzata, a cui deve tributare una notevole dose di tempo, energia ed attenzione per mantenere un ordine e un significato. Tanto maggiore è il disordine esterno tanto maggiore è la sua tendenza ad organizzare degli interni a misura di un ordine personale ideale. La degenerazione del tessuto sociale coincide con un migliore funzionamento del consumatore quale canale di transito e separatore fra tempo morto e spazzatura.

[GC :::2011:::]

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