SMEmorandum

Ponte  a Elsa
SMEmorandum
Time warp – senza pretesa di completezza.

Come è difficile tirar fuori degli eventi dalla massa di informazione…
Anche quando i fatti sono noti, conosciuti, tutto sommato recenti e per niente segreti, non è per niente facile ricostruire uno “story-board”.

1978

SME (Sistema monetario europeo)

Dicembre 1978 – dalla pagina Wikipedia
5 dicembre – Bruxelles: i paesi della CEE, esclusa la Gran Bretagna, approvano il Sistema Monetario Europeo con l’obiettivo di stabilizzare i tassi di cambio, ridurre l’inflazione e preparare la futura unificazione monetaria europea

Il voto…
Nonostante il voto contrario di gran parte del Pci (e dell’estrema sinistra) e l’astensione del Psi, nella seduta del 13 dicembre viene infine deliberata l’adesione allo Sme. (148)
Fonte: SMEmorie della lira: gli economisti italiani e l’adesione al Sistema Monetario Europeo; Fabio Masini –pag 56-

Ma cosa dice la nota 148? Eccola: A conclusione del dibattito è stata posta in votazione una mozione divisa in 3 parti: la prima per la scelta di aderire immediatamente allo Sme, la seconda con dichiarazioni di principio per ribadire sul cammino di integrazione europea, la terza sulla necessità di portare avanti una politica economica di rigore coerente con l’ingresso nello Sme. Sulla prima, i voti favorevoli sono stati 270, 228 i no, e 53 le astensioni. Sulla seconda si sono registrati 252 voti favorevoli, 49 contrari e 249 astensioni. Sulla terza si sono avuti 248 voti favorevoli, 30 contrari e 249 astensioni.

Dalla dichiarazione di voto di Giorgio Napolitano (PCI): Quello delle garanzie da conseguire affinché l’euro possa avere successo, favorire un sostanziale riequilibrio all’interno dell’Unione europea (e non sortire un effetto contrario), è un rilevante problema politico. Le esigenze poste da parte italiana non riflettevano solo il nostro interesse nazionale: la preoccupazione espressa dai nostri negoziatori fu innanzitutto quella di dar vita a un sistema realistico e duraturo, in quanto – cito parole e concetti del ministro del tesoro e del governatore della Banca d’Italia: “Un suo insuccesso comporterebbe gravi ripercussioni sul funzionamento del sistema monetario internazionale e sulle possibilità di avanzamento della costruzione economica europea”. Ma dal vertice è venuta solo la conferma di una sostanziale resistenza dei Paesi più forti, della Germania, e in particolare della banca centrale tedesca, ad assumere impegni effettivi e sostenere oneri adeguati per un maggiore equilibrio tra gli andamenti delle economie di paesi della Comunità. E’ così venuto alla luce un equivoco di fondo: se cioè il nuovo sistema debba contribuire a garantire un più intenso sviluppo dei paesi più deboli della Comunità, o debba servire a garantire il Paese più forte, ferma restando la politica non espansiva della Germania, spingendosi un Paese come l’Italia alla deflazione.

Fonte: http://www.ecodellarete.net/code/xslt.aspx?p=56092

Preciserà Giorgio Napolitano sul Corriere della Sera il 13 gennaio 2002: …da parte del Pci non vi era alcuna pregiudiziale negativa nei confronti della creazione del Sistema monetario europeo. E in effetti votammo contro una parte soltanto della risoluzione di maggioranza, quella relativa all’adesione dell’Italia fin dall’inizio e pienamente all’accordo raggiunto a Bruxelles (l’Italia avrebbe potuto aderirvi in occasione della già prevista revisione 6 mesi più tardi). Su tutto il resto ci astenemmo. Avremmo potuto astenerci anche su quel punto cruciale? Credo di sì, e di certo non si poteva escluderlo sulla base del mio discorso alla Camera. Prevalsero valutazioni politiche di carattere generale, e in sostanza uno stato di tensione e di diffidenza politica già esistente nello schieramento che sosteneva il governo di unità nazionale. 
2. Ma non fu il nostro voto sullo Sme a provocare la caduta di quel governo…

Fonte: http://www.ossimoro.it/europa3.htm

Si sta parlando del governo Andreotti IV (monocolore DC), a cui seguirà il governo Andreotti V (DC -PSDI-PRI)

Infatti l’Italia entrò nello SME.

Interessanti, per motivi opposti sono le dichiarazioni di voto, in quel dicembre 1978 di Luciana Castellina e Lucio Magri (PdUP) e di Pino Romualdi (MSI).

Lucio Magri
 (PdUP): Una prima considerazione da fare, di buon senso ma non ovvia, è questa: negli ultimi anni il deprezzamento della moneta e l’elevato tasso di inflazione non sono stati per l’economia italiana solo una manifestazione di crisi, sono stati anche il principale strumento di difesa rispetto alla crisi stessa. […] Ed è, infine, l’inflazione permanente che ha consentito, pur senza grandi trasformazioni strutturali, una poco appariscente ma sostanziosa redistribuzione del reddito interno e la compressione delle rendite, soprattutto bancarie ed edilizie

Luciana Castellina
(PdUP):Noi seguitiamo a considerare assai grave e assai pericolosa per il nostro paese l’adesione dell’Italia al sistema monetario europeo. […] La scelta di aderire allo SME è infatti destinata – e lo sappiamo tutti – ad incidere profondamente sul futuro del nostro paese ed in questo senso è scelta politica nel senso più pieno, perché destinata a mutare gli equilibri stessi su cui si fonda la nostra democrazia…

Pino Romualdi
(MSI): Il nostro è un documento semplice, di puro impegno al Governo di entrare immediatamente nel sistema monetario europeo…

A proposito di Romualdi e dell’estrema destra politica, trovo il commento sulla pagina web anti-euro (contiene spunti interessanti), da cui ho preso questi stralci esplicito e condivisibile: colpisce, anche, l’appoggio all’ingresso immediato dell’Italia nello SME di Pino Romualdi, cosa di cui sarà presto opportuno ricordarsi, per rintuzzare i tentativi populistici della Destra politica italiana di rifarsi una verginità assumendo una posizione eurocritica, quando, come i resoconti parlamentari ampiamente dimostrano, quella parte politica si è pesantemente compromessa in favore dell’euro, fornendo alla Destra economica tutto l’appoggio di cui questa necessitava.

Andrebbe ricordato più spesso ai camerati coi loro comodi deliri anti complotto-sistema-signoraggio-BCE ecc ecc.

1989

9 novembre 1989 – Caduta del muro di Berlino.

1991

Durante il governo Andreotti VI a cui seguirà il governo Andreotti VII. Il 3 febbraio – Rimini: al termine del Congresso del PCI, Achille Occhetto annuncia ufficialmente la trasformazione del Partito Comunista Italiano in Partito Democratico della Sinistra (PDS)

1999
1 gennaio 1999 – Nasce ufficialmente l’euro.
Voto contrario di Rifondazione Comunista.
Marzo – Romano Prodi eletto presidente dell’Unione Europea
17 settembre – Romano Prodi viene eletto Presidente della Commissione Europea.

[…]
Suggestione.
Di recente Mario Monti, che nel 1978 era considerato tra gli economisti euroscettici, ha detto che l’euro è un fatto irreversibile. Mi interessa la parola irreversibile. Non sono un partigiano anti-euro per partito preso, ma ritengo che cose irreversibili in democrazia non ce ne possano essere ad eccezione della democrazia stessa -intesa in senso dinamico e non statico-. Di sicuro ogni scelta in campo economico è da ritenere reversibile qualora i motivi per cui è stata accettata risultino infondati e inadeguati allo scopo prefisso. Ogni scelta può essere rimessa in discussione e sostituita da una scelta migliore, in democrazia. Se così non è non siamo in democrazia.

Curioso che gli argomenti presi a difesa dell’euro-sistema non risiedano nella smentita dei timori di quel lontano 1978, ma nella loro puntuale realizzazione. Davvero “bizzarro”.

[GC:::2013:::]

Vedi anche questo video euro-scettico di Fabrizio Tringali.

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