La crisi ai tempi di facebook

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GC:
Ho sentito di sfuggita mentre ero in auto un’intervista ad un professore di sociologia o non so cosa all’università di Roma che spiegava ai microfoni di radio p::: che nei momenti di crisi (come questo) vengono fuori le cose migliori dagli individui che altrimenti si rammollirebbero e cose del genere. Ecco questo tipo di idiozie si dicono meglio con uno stipendio assicurato dello stato. Preoccupa il livello della cultura universitaria in questo paese se questo è il livello di chi la dovrebbe trasmettere.

EB:
forse può appare come discorso demagogico e populista (dato che va anche di moda) ma credo che in parte può essere vero…e lo dico non a pancia piena, davvero, anzi…sarà che sono cresciuta in un benessere quasi garantito, dove non c’era il problema di cose normali, come fare la spesa, mantenersi in vita..adesso che mi rimane tanto difficile, vivere, arrivare a camapare con uno stipendio ridicolo, rispetto ai bisogni (minimi) ecco, che devo dire, di contro, che a volte mi vengono idee (non solo suicide:) anche creative, pensieri che magari prima non trovavo importanti, riflessioni, più profonde e critiche, sulla realtà, sul mondo..forse può apparire presuntuoso, emagari banale che a dirlo sia un docente di sociologia, ma a volte sono proprio le cose più banali che emergono da quelle più complesse…in atto c’è una trasformazione, cambiamenti molto faticosi, dolorosi, ma io son convnta che le cose (non solo i coglioni:) girano, e ho fiducia (follia?) che non sarà peggio in assoluto.

GC: Non metto in dubbio che le situazioni di crisi rimettano in gioco anche delle capacità creative. Dico che di per se questa NON è assolutamente la fondamentalità del discorso e se certe intuizioni mi piacciono poco in bocca al primo che passa mi fanno incazzare dette da un docente universitario, per cui la crisi è una tempesta da osservare dietro un vetro antiproiettile, ricordiamocelo. Anche io mi ritengo fortunato. Ci sono persone che pagano un prezzo più alto del mio, e quindi mi ritengo fortunato. Ma basta! Basta considerare una situazione di stress sociale come una opportunità. Queste sono STRONZATE. La via del dolore porta alle stelle dice un proverbio africano. E’ vero, ma qui non siamo nella saggezza sapienziale, pariamo delle persone nel loro insieme. E per uno che emerge ce ne sono mille che vanno a fondo nell’indifferenza (obbligatoria) generale. La cosa più tremenda delle situazioni critiche non è quella di non riuscire a vivere secondo le proprie aspettative (che potrebbero anche essere falsate indtendiamoci), ma proprio quella di non riuscire più ad aiutare il prossimo. Vedere il mondo che affonda e non poterci far niente. Rassegnarsi al dolore degli altri per sprito di conservazione. Questa sarebbe un’opportunità? Uno stato serio prenderebbe un genio del genere e lo licenzierebbe in tronco, facendo in modo di dargli l’opportunità di esprimere il suo talento ingabbiato dalla sicurezza e dal benessere.
PS questo non mi fa rimpiangere nessun consumismo trionfale da cui, per altro, non siamo mai usciti…

GA:
sarà che da sempre il mio portafogli è in crisi, posso confermare che l’ingegno s’acuisce in situazioni critiche.


EB:
a proposito di questo, rimasi impressionata, un bel po’ di anni fa, visitando la mostra su Mirò a Firenze, come quelle opere meravigliose (sue e del gruppo di artisti al quale si rifaceva) venissero realizzate “a stomaco vuoto”, nella miseria in cui erano…per dire. diverremo tutti dei grandi artisti (del vivere!). saremo in un certo senso più lucidi, chissà. quando tornai dall’India, percepii in modo molto forte il rincoglionimento in cui eravamo immersi..non che ora ne siamo fuori, ma forse più coi piedi per terra (per quanto mi riguarda, si, t’hai a provare..:/)

ZC Jr.:a me mi vengono un monte di idee con la crisi. idee che però non posso esporre in questo spazio pubblico.

GC: Allora il fatto che negli ultimi quindici mesi il numero di famiglie che non arrivano alla fine del mese è quasi raddopiato e la percentuale della disoccupazione giovanile è al 34% e sta salendo… è di buon auspicio per l’aumento della creatività nel paese. Lo fanno per il nostro bene di metterci nella merda. Allora avevano ragione Silvio & Mario. Che poi la miseria imponga una maggiore adesione alla realtà, sia pure appiattita nel cinismo o nella rassegnazione tradizionale è chiaro. Ma sono belle le vostre impressioni sui pittori a pancia vuota.. davvero o sull’autovalutazione della propria creatività personale. Senza fare considerazioni più pesanti mi limito a leggervi l’elenco dei paesi che erogano un reddito minimo in Europa: Austria, Germania, Danimarca, Regno Unito, Svezia, Olanda, Malta. In Francia in Portogallo o in Polonia il reddito minimo viene erogato come sostegno limitato estendibile. L’importo varia molto: dai 1325 euro erogati in Danimarca nel 2010, 617 dell’Olanda, 460 in Francia, 359 in Germania, anche se in questi ultimi casi viene sempre garantito un sostegno dell’affitto o al mutuo della prima casa. (cit Roberto ciccarelli : il “minimo” che manca nell’Agenda – Il manifesto 11 gennaio 2013). E sempre secondo le vostre considerazioni sulla creatività: come mai Lars Von Trier è danese e non italiano? E come mai artisticamente siamo un pollaio merdoso rispetto ai paesi dove invece esiste uno stato sociale?

ZC Jr.
:oh stai bono io punto ai 460 euro, heheheheh
è l’unica idea che mi è venuta.

EB: non era una sottovalutazione del problema, spero non sia vista così. era solo un dire che stiamo pagando anche di un eccesso, di cui non siamo del tutto irresponsabili…e che la ruota gira, tutto qui.

GC:
Personalmente rimango un genio in qualsiasi situazione economica mi trovi, solo che sono ansioso per natura e per esprimermi al meglio avrei bisogno di una maggiore sicurezza… cercate di capirmi. Non tutti danno il massimo quando sono alla canna del gas 🙂



ZC Jr:
non era una sottovalutazione, era un aggiramento delle responsabilità reali che hanno portato alla crisi. raccontare che è colpa nostra è una cazzata, l’austerità è un modo POLITICO di vedere l’economia, altri paesi hanno affrontato la crisi adottando misure diverse, che ci impoveriscono meno, e che magari funziono anche meglio. drenarci per farci venire le idee non mi pare un bel sistema. Queste valutazioni da intellattualoidi con lo stipendio, se le tengano per loro, il fatto che si possano permettere di esprimerle in radiodiffusione, mi fa già incazzare di per se.
diamogli trecento euro al mese e vediamo che idee gli vengono. Sono stati registrati anche casi in cui l’idea emersa è stata il suicidio.

GC: Esatto. Come dire che le donne sono più… gentili e danno il meglio di sé se possono essere prese impunemente a sganassoni o robe del genere. Ci fregano con questo tipo di discorsi. Con questa NARRAZIONE! Solo che messa in maniera esplicita tutti dicono Ohhhh che schifo. Invece costruendo un frame narrativo con discorsi tipo creatività e simili ci cascano in troppi.E questo vuole comunque essere un invito a dare il meglio di sé e andare avanti a testa alta, con forti erezioni/lubrificazioni sia fisiche che mentali (spero si sia capito).


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