I diritti civili ai tempi di Emma Bonino ministra degli Esteri

dattilo

Stavo pensando a quelli, ma soprattutto a quelle, che hanno chiesto, a suo tempo, che un personaggio come Emma Bonino fosse eletta Presidente della Repubblica. L’Emma nazi-onale che da ministro degli Affari Esteri ha “permesso” che la Digos prelevasse la moglie di un dissidente Kazako (ex ministro) e la figlioletta di sei anni e con una scusa formale per infilarle su un charter direzione Kazakistan (paese all’avanguardia nel settore diritti umani che stanno tanto a cuore a Emma). Oppure quando ha rifiutato il transito e rifornimento sul territorio nazionale del presidente della Bolivia: Evo Morales, andando signorilmente in culo ad ogni protocollo diplomatico e trattato internazionale per compiacere la CIA. Nessuna sorpresa, Emma, per chi come me ha sempre pensato che tu fossi soltanto un’opportunista che ha sfruttato tre battaglie civili degli anni ’70 per cavalcare una inspiegabile quanto ben sponsorizzata carriera politica. Nessuna sorpresa per chi considera l’impegno per -le libertà civili- della cricca politica a cui sei sempre appartenuta, autentico come una banconota da 25 euro. Nessuna sorpresa per chi ti ha visto parlare bene in patria e razzolare male fra gli arabi dei petrodollari. Però a quelli, e soprattutto a quelle, che hanno avuto la pensata di dire, e scrivere, a suo tempo: Emma-Presidente, rivolgo un invito a programmare il cervello su un programma più lungo. Un po’ come le lavatrici, il programma breve non sempre funziona. Fategli fare qualche giro in più al cervello ogni tanto, vedrete che fa bene.

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