Lettera al Comune di San Miniato

La presente lettera alla giunta del Comune di San Miniato, sarà pubblicata anche sul mio blog personale e sarà inviata ai media locali.

Oggetto: Assenza servizio di cattura cani randagi nel Comune di San Miniato e inadempienza legge regionale L.R. 20-10-2009 n. 5

Gentili amministratori, vivo da più di dieci anni in questo comune, di cui apprezzo l’indubbia bellezza naturale e paesaggistica.
Vi scrivo per mettere in luce una questione che, da cinofilo, mi sta a cuore e con cui a più riprese mi sono trovato a fare i conti: quella della mancanza di un servizio di cattura dei cani randagi e alcune questioni correlate.

La premessa è che in ben tre occasioni mi sono trovato di fronte a cani randagi o fuggiti e, come cittadino, ho pensato che la cosa più giusta da fare fosse chiamare la Polizia Municipale. Devo far notare che, a differenza di quanto accade in altri comuni, questo non porta a nessuna soluzione del problema, non tanto per la mancanza di volontà dei vigili urbani, ma come viene fatto notare subito da chi risponde al centralino: perché il comune di San Miniato non è dotato di un servizio di cattura per animali randagi. Il comune di San Miniato è convenzionato con un canile nel comune di Pescia che però interviene se l’animale è a casa di qualcuno e non in strada…
Quindi mi è stato suggerito di catturare il cane. Beh, a parte che è una richiesta un po’ strana, ma io ho provato lo stesso a farlo, e non ci sono riuscito purtroppo. Questo ha dell’assurdo.
Non credo si possa chiedere ai cittadini di fare il lavoro che spetta alle amministrazioni.

Da amante dei cani poi, la cosa mi disturba particolarmente perché penso che un padrone coscienzioso che si sia premurato di microcippare il proprio cane, come prescrive del resto la legge, in caso di fuga o smarrimento dell’animale possa solo sperare che esso si allontani sul territorio di un comune confinante affinché possa essere catturato e tornare da lui. Inoltre le segnalazioni, a quello che ho capito, non vengono annotate da nessuna parte. Quindi se, mettiamo, qualcuno chiama per segnalare un cane in una zona al mattino e il padrone del cane contattasse il comando dei vigili urbani il pomeriggio potrebbe solo sperare che a rispondere fosse la stessa persona che ha ricevuto la segnalazione. Oppure che la persona che ha ricevuto la segnalazione si sia premurata, di propria iniziativa, di lasciare un appunto, al cambio turno. Questo ho capito.

Stamattina alle 9,30 circa, all’altezza del cimitero di Ponte a Elsa, sulla transitatissima SS 67 ha attraversato la strada un pastore maremmano bianco. Sono riuscito appena ad evitarlo e dopo di lui è passato un altro maremmano più anziano con problemi alle zampe posteriori, entrambi con collare. Ho chiesto ad un signore che coltivava un orto lì vicino se ne conosceva la provenienza, ma lui non ha saputo dirmi niente. Lo stesso per gli abitanti della casa vicina.
Quindi ho chiamato la Polizia Municipale e mi è stato ripetuto quello che già sapevo, ma data la pericolosità per i mezzi in transito, la signorina mi ha detto che avrebbe avvertito la pattuglia (che però era impegnata in un altro servizio) e nel caso sarebbe intervenuto un veterinario.

Ho cercato di seguire i due cani e avvicinarli, erano calmi ma piuttosto diffidenti. Poi ho chiamato di nuovo per segnalare il punto preciso in cui sembrava stazionassero e sono tornato a casa.

Mi sono fatto aiutare da una amica che lavora nell’ufficio ambiente di un altro comune per quanto riguarda la normativa in materia e la ringrazio tanto perché ha scritto una lettera talmente chiara che riporto quasi integralmente.

Per quanto riguarda animali di affezione e prevenzione del randagismo, questi sono i riferimenti normativi circa le competenze spettanti ai Comuni.

Legge 14-08-1991 n. 281
Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo

L’art. 2 stabilisce le modalità di trattamento dei cani e degli altri animali di affezione

L’art. 4 stabilisce le competenze dei Comuni

Sulla legge quadro non è stato specificato a chi spetta la competenza circa la cattura dei cani randagi. Sul territorio nazionale la situazione è diversificata e discplinata con legge regionale.

Per la Toscana:

La vecchia legge regionale L.R. 08-04-1995 n. 43 stabiliva all’art. 13 che “la cattura dei cani vaganti è di competenza delle Amministrazioni Comunali che la attuano, con oneri a loro carico, tramite i competenti servizi delle Aziende Usl.”

Di fatto […] dagli anni ’90 il servizio di cattura non veniva svolto dall’Azienda Usl di Empoli ed era stato affidato prima a Publiambiente e poi ad imprese private. Non so però cosa faceva l’area pisana.

La nuova legge regionale L.R. 20-10-2009 n. 59 stabilisce all’art. 29 che:

“I comuni provvedono alla cattura di cani attivando un servizio finalizzato, con oneri a proprio carico, ove possibile tramite i competenti servizi delle aziende Usl.”

Quindi, la legge regionale stabilisce che per la cattura dei cani randagi deve essere attivato un servizio finalizzato da parte dei Comuni. Se l’Azienda Usl offre ai Comuni la possibilità di effettuare il servizio, sarà affidato all’Azienda Usl, se questa non ha la possibilità di attivarlo, i Comuni provvederanno diversamente.

Per quanto riguarda il territorio di competenza dell’Azienda Usl 11, l’Azienda Usl ci ha scritto che non ha la possibilità di effettuare direttamente il servizio e che quindi i Comuni devono provvedere ad occuparsi del servizio che deve essere garantito nelle 24 ore, in caso di urgenza.

Il Comune di Fucecchio ha affidato il servizio di cattura dei cani randagi all’Ass. Amici degli animali a 4 zampe per quanto riguarda il servizio nei giorni feriali dalle ore 8 alle ore 20, all’Ass. VAB per quanto riguarda il servizio di cattura nei giorni festivi e in orario notturno, ad un medico veterinario libero professionista il servizio di cattura cani difficili o non avvicinabili per i quali è necessario procedere ad anestesia.

Da questo si evince chiaramente che il Comune di San Miniato è inadempiente in materia e non può rispondere ai cittadini: pensateci voi.
Scrivo questa lettera e la rendo pubblica anche come testimonianza, nel caso ci fossero rivalse legali nei confronti dell’amministrazione stessa in caso di sinistri.

Ultimo ma non ultimo, non capisco nemmeno perché i cani del comune di San Miniato siano ospitati da una struttura sui monti pistoiesi. Struttura ben tenuta, ma ad una distanza che non facilita certo l’adozione di questi animali. Sarebbe auspicabile invece un percorso di collaborazione con strutture e associazioni sensibili all’argomento sul territorio.

Sebbene sia piuttosto perplesso dal fatto che certe cose debbano essere fatte notare da un cittadino e non facciano invece parte del lavoro quotidiano dei nostri amministratori, spero tuttavia che quanto ho scritto possa essere utile per migliorare una situazione non certo decorosa.
Auguro a tutti un buon lavoro per il bene di umani e quadrupedi.

Un saluto

Gianni Casalini
Ponte a Elsa
San Miniato (PI)

L281_1991 Legge 14-08-1991 n. 281

LR_59_2009 Legge Regionale 20-10-2009 n. 59

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