Dopo Nizza, ovvero diventando Israele

In relazione alla strage di Nizza ho sentito alla radio che ha suscitato clamore la dichiarazione di un professore universitario di relazioni internazionali dell’università di Pisa che ha dichiarato che lo scopo dei terroristi è quello di trasformare l’Occidente in una enorme Israele.
Io sostengo da venti anni che lo scopo del capitalismo tramite il potere militare ed i servizi è quello di israelizzare tutto l’occidente. Se non altro posso essere accusato di “avantologia” e non di “dietrologia”. Magrissima consolazione.
Io e questo professore (di cui mi scuso, ma mi sono dimenticato il nome) e sempre se ho capito bene non diciamo esattamente la stessa cosa.
La sua mi sembra comunque una visione legata alla cronaca piuttosto che alla storia.
Per me questo processo sfrutta la manovalanza facilmente reperibile nelle masse islamiche e anche la frustrazione personale dei mussulmani per portare l’occidente ad un permanente conflitto etnico identitario in modo da annullare qualsiasi conflitto di classe.
Per lui i mandanti di un processo storico di tale portata sono comunque dei gruppi islamisti. Potrebbe fare un passaggio impopolare, ma realistico, su quali siano e siano stati, i mandanti dei gruppi islamisti non solo negli ultimi mesi, ma da circa trenta anni.
In altre parole si è creato su scala globale un fenomeno che sostituisse il pericolo sovietico senza averne però la stessa consistenza: l’islamismo. Questo per mantenere le popolazioni islamiche (costituite in gran parte da quello che un tempo si sarebbe chiamato proletariato e sottoproletariato) in una sorta di aspirazione fascista alla rivalsa e creare ingenerare il doppio di questo meccanismo nei paesi occidentali.
Ripeto quali sono secondo me i passaggi evidenti dell’israelizzazione: un terrore latente, ma non continuo, governi di unità nazionale a fronte di un nemico comune, recrudescenza dei nazionalismi non di stampo novecentesco ma su base securitaria, continuo stato di emergenza, militarizzazione, fusione di società civile e apparati militari, nessun interesse a risolvere i conflitti ma a contenerli, pensiero unico al posto del partito unico che, per usare il linguaggio di Aldo Giannulli, corrisponde ad una sorta di stalinismo neoliberista, addomesticamento del sistema mediatico per cui nessun media ha interesse a fornire analisi che contrastino con quello che lo spettatore già sa o crede di sapere.
Non so chi ha ragione, ma temo di essere io, soprattutto in virtù del proverbio toscano “la ragione è dei bischeri” e un professore universitario è sicuramente meno bischero del sottoscritto.

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