I fascisti greci

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Perché  ieri ho postato in bacheca fb il link di un articolo sul movimento fascista greco Alba Dorata? Me lo sono chiesto per il semplice motivo che di solito non passo articoli che hanno per oggetto i movimenti di estrema destra europei.

Per quanto spregevoli possano essere i neofasci o neonazi, io li trovo anacronistici e anche là dove prendono consensi a due cifre finiscono per fare il partitino del livore per una legislatura o due e poi si sgonfiano. Tipo in Olanda. O nel nord Europa in genere. Non dico che non siano un fenomeno sociale preoccupante, dico che si tratta però sempre dello stesso fenomeno e che tale fenomeno rimane politicamente marginale. Una deriva che rompe i coglioni, ma che non può avere altre realizzazioni.

In altre parole: io non credo che i neofascisti romeni o italiani realizzino il neo-fascismo in Italia o Romania. Tantomeno in Olanda o in Danimarca. Abbiamo già tutta la dittatura di cui abbiamo bisogno.

Raccolgono consensi negli strati più emarginati e poveri della popolazione come nella piccola borghesia risentita e schiacciata dalla crisi, ma restano relegati nell’ambito della nevrosi politica. Nessuno, compresi i loro leader, ha in mano uno sbocco storico.

E allora? Niente, mi sono sorpreso con quel copia-incolla e mi sono chiesto: perché Alba Dorata mi incute un timore diverso rispetto agli altri?

Sulle prime non ho avuto risposte, poi ho pressato un po’ il mio inconscio per vedere cosa emergeva.

Ho ottenuto risposte parziali e frammentarie, ma che ritengo interessanti almeno quanto basta per condividerle. Eccole: la Grecia è l’ultimo paese europeo ad esser approdato ad una dittatura di tipo militare reazionario (dittatura dei colonnelli 1967-1974). Roba recente.

Nonostante le vicinanze evidenti tra il regime dei colonnelli e l’ideologia neofascista in quegli anni è interessante la definizione di nasserismo di destra che è stata associata alla dittatura dei colonnelli.

La Grecia vive la situazione che tutti conosciamo dai media, ma, a differenza dei paesi europei, dove l’avanzata dell’estrema destra avviene come margine della contrazione dei movimenti di sinistra e popolari, in Grecia questa sta avvenendo contemporaneamente. Questo è un pericolo. Non è un caso che il leader di AD abbia dichiarato che se non è a questa tornata elettorale sarà alla prossima che diventeranno il primo partito del paese.

Torniamo alla storia. Le dittature di destra sono avvenute in una cornice di conflitto con le potenze angloamericane. La Grecia dei colonnelli, per motivi di aperto schieramento anticomunista, era nella NATO.

L’ingovernabilità del paese pesa come un macigno, sulla testa dei greci. O forse meglio dire: la governabilità a senso unico secondo i dettami della BCE e degli organismi della finanza internazionale.

AD è il primo partito estremista di destra che si pone APERTAMENTE l’obiettivo di infiltrarsi fino alla fusione con esercito e polizia. –Gli altri gruppi neofascisti europei per quanto ambiscano a ciò hanno ottenuto risultati parziali. I reparti schierati a Genova erano composti in gran parte da agenti politicizzati da ideologia neofascista, ma questo non significa che le questure sono controllate dai neofascisti. E lo sappiamo tutti. Alcuni all’interno dello Stato sono più bravi ad usare i neofascisti di quanto questi lo siano ad usare lo Stato. Non che ciò sia bello, intendiamoci.- Invece AD, si pone proprio sul piano di milizia parastatale. E pare ci stia riuscendo.

L’estrema destra è l’air bag del capitalismo, non è attiva finché non ha qualcuno a cui vendere servizi. Temo che questa condizione si possa verificare in Grecia meglio che altrove. Magari contrattando la rinuncia alle parole d’ordine “più pesanti”.

Non traggo conclusioni e sarei ben felice di sbagliarmi.

[GC::: ottobre 2012::]

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