Che cosa banale

Psico immagini -serie5_11- Gianni Casalini 2012-mod.gimp

Che cosa banale. I miei vicini cinesi che lasciano la spazzatura fuori tutti i giorni invece che in quelli indicati nel calendario. Io che prendo il calendario del comune di S. Miniato e controllo. Nessuna scritta in cinese. Come sempre. Io che mi metto col traduttore online a cercare di rifare lo schema (cosa significherà “organico” tradotto in cinese, organico come l’intelletuale gramsciano, organic che poi significa biologico nel senso del cibo in inglese, oppure…) .

Che cosa banale pensare che sto facendo il lavoro che dovrebbe fare qualche stipendiato del baraccone pubblico o semipubblico, ma che (poverino/a) non può fare, per motivi sicuramente molto validi per quanto incomprensibili a noi poveri umani.

E’ banale ma so quello che dico: nella mia folgorante carriera ho fatto spesso il distributore di volantini. Qualche volta per l’azienda partecipata che si occupa della nettezza urbana a Empoli. Altre volte ho distribuito i calendari per la raccolta della carta. Oppure ho fatto l’attivazione per la raccolta della carta. Non ho mai avuto volantini in lingue diverse dall’Italiano -in compenso sul lato B del volantino che invitava la cittadinanza (italiana evidentemente) alle assemblee per l’attivazione della raccolta porta a porta c’era un lungo discorso di auto elogio della sindaca di Empoli-.

Oppure provate a spiegare ad una famiglia di cinesi che non parla una parola di italiano che il giorno di raccolta della carta e cartone è quello e il punto di raccolta è quello ecc ecc. [A me torna anche poco che si possa rispondere semplicemente -non capisco la lingua-. Non credo che in Cina potrei cavarmela così. Però almeno una traduzione!]

Ma figuriamoci se qualcuno che ha l’accredito di qualche migliaio d’euro tutti i mesi sul proprio conto corrente può arrivare a comprendere la difficoltà del caso. Queste son beghe da 10 cent. a volantino o giù di lì. Poi un sistema per apparire bene nell’articolo di giornale lo si trova sempre. Un sistema per presentarsi ai dibattiti pubblici e vantarsi non è un problema. Qualche iniziativa folkloristica per mettersi il fiorellino all’occhiello si mette insieme. Qualche cena multi etnica. Che problema c’è?

E anche ammesso che qualcuno chiedesse la spiegazione di quello che sto scrivendo che vuoi che non c’abbiano una risma di volantini scritti in tutte le lingue in qualche cassetto da tirar fuori per dire che non è vero, che ti stai inventando tutto. In fondo questo è il lavoro del politico e del “tecnico” pubblico, non tanto risolvere i problemi ( almeno quelli banali ) ma riuscire a giustificarsi.

Qualcuno dirà: vorrei vedere te al posto loro…Sì, anche io vorrei vedere me al posto loro e loro al posto mio a distribuire volantini, ma le cose non andranno in questo modo, temo. Almeno nell’immediato.

Che cosa banale mi è venuta voglia di scrivere. Davvero. Saremo destinati ad avere pure nostalgia del governo B.? Quando almeno potevamo sognare. Quando per il fatto che ci fosse uno come Brunetta ad attaccare il pubblico impiego potevamo convincerci che invece no, sono tutti lì a battersi i piedi al culo per noi… anche se questo contrasta con la nostra esperienza da quando abbiamo l’età della ragione… ma bastava vedere Brunetta per raggiungere l’armonia con un pensiero del genere. Che cosa terribile e diabolica è la politica.

Che cosa banale questa sensazione che si otterrebbe molto piacere del farne un fastello e buttarli tutti in mare.

[GC:::2012:::]

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