I cani di Volterra – una scelta vergognosa

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No alla deportazione dei cani di Volterra – pagina facebook

I cani di Volterra – ovvero perché l’Italia è un paese di merda
Sessantacinque cani randagi stanno per essere (de)portati dal comune di Volterra, dove sono stati catturati, ad un canile di Matera che ha vinto un bando di concorso al ribasso in cui non si teneva conto di nessun limite territoriale.
Il canile del comune di Fucecchio, in Toscana, è stato superato per 50 centesimi a cane ed aveva tenuto il prezzo bassissimo. Quindi questi cani saranno trasferiti a 800 km di distanza.

Appena diffusa la notizia sono iniziate le proteste degli animalisti giustamente indignati per i seguenti motivi:

-si tratta di esseri viventi e non di oggetti.
-i cani randagi dei canili sono di solito vecchi e certamente risentiranno di un viaggio del genere.
-come fanno in un canile di Matera a proporre un prezzo così basso?
-che senso ha portare dei cani catturati in un territorio (che potrebbero appartenere a qualcuno o essere adottati) a 800 Km di distanza.
-che possibilità hanno di essere adottati in una regione già piena di randagi?
-chi controllerà il loro stato?

Ma soprattutto: visto che le associazioni di protezione degli animali del Sud Italia spesso non ce la fanno assolutamente a fronteggiare il problema del randagismo, che grazie al lassismo e al disinteresse delle amministrazioni è dilagante (e talvolta drammatico) cercano aiuto nelle associazioni animaliste del centro nord per far adottare il maggior numero di cani randagi possibile e visto che i pochi canili che ci sono a sud già scoppiano, visto tutto questo… perché l’amministrazione di un comune (piuttosto ricco) della Toscana trasferisce 65 suoi cani in Basilicata? Pagando s’intende. (1)

La domanda rivolta agli amministratori e ai tecnici volterrani può essere anche semplificata: perché Volterra non pensa ai propri cani randagi e Matera ai suoi?
La parola chiave è -pensare-. Pensare qui significa dedicare attenzione, fare campagne di sensibilizzazioni per l’adozione e praticare la sterilizzazione sui cani randagi. E anche porsi il problema della loro permanenza in strutture dignitose e vicine a dove questi animali sono stati catturati.
In molte zone questo è stato fatto. Molti comuni si sono impegnati in questo senso, collaborando con le associazioni ed i volontari e hanno ottenuto ottimi risultati. Senza bisogno di soluzioni cruente o sbrigative.

Niente di trascendentale. Solo buona volontà. Gli esempi ci sono.
Con un certo coinvolgimento di individualità, amministratori e tecnici il comune di Fucecchio è riuscito a svuotare il proprio canile con le adozioni, non con una deportazione. Il comune di Empoli, sotto molti aspetti davvero poco brillante, è riuscito comunque a fornire i mezzi perché l’associazione di volontari che gestisce il canile possa garantire il miglior tenore di vita per questi animali. Forse queste non sono neanche le “eccellenze”, ma sono gli esempi che ho più vicino. Amministrare è una questione di dove si rivolge lo sguardo. Questo è ciò che rende più disgustoso l’atteggiamento della giunta del comune di Volterra. Lo sguardo è rivolto alla “deportazione”.

Il “modello Volterra” è vergognoso perché va nella direzione opposta alla buona gestione: tratta un problema del territorio esternalizzandolo e poi nascondendo le proprie ir-responsabilità dietro il formalismo burocratico (vedi la risposta che fornisce il comune).

Sono sicuro che siete a posto con le scartoffie. E’ col vostro essere amministratori che non siete a posto. Esportare le beghe è un pessimo esempio di amministrazione e un odioso modo di fare politica. Ed è il motivo per cui, a questo punto vale la pena di aggiungere -giustamente-, sarete spazzati via da quella che chiamate l’antipolitica. Perché l’antipolitica siete voi, che vi accontentate di essere in regola con gli adempimenti burocratici e non con delle istanze minime di civiltà.

Ho dato un’occhiata al sito del comune di Volterra, ben fatto. Grande attenzione alle sfilate e alle attrazioni turistiche e, visto che si tratta di un territorio bellissimo, capisco che siate molto più impegnati nella promozione di questo che nella gestione di una questione -fastidiosa- come quella dei quadrupedi pelosi. Ma questo in fondo è il modello contemporaneo di quella politica/amministrazione che poi casca da un pero e non capisce la disaffezione e la disillusione dei cittadini. Un tempo ci si rivolgeva al pubblico per i servizi ed al privato per il divertimento. Oggi il modello è invertito ci si rivolge al pubblico per il divertimento, per le sbandierate, ed ai privati per i servizi. Buone rievocazioni storiche dunque… (2)

Ultimo, ma non ultimo, il vostro modello di gestione è fatto in modo da scaricare il problema su quelle persone che impegnano nel sociale il proprio tempo libero; su coloro che spendono risorse ed energie nelle questioni in cui le istituzioni latitano, e lo fa su un terreno “povero” come quello degli animali. (3)
Centinaia di persone si sono date da fare per raccogliere fondi, cercare adozioni, stalli, ecc ognuno/a di loro sicuramente ha già adottato nel corso della propria vita un numero di animali superiore ad ogni possibilità e non si può chiedere alle persone di supplire alle mancanze delle istituzioni col loro buon cuore. Questo clima da Shindler’s list per cui si tratta di salvare un cane da una deportazione non riporta alla mente nulla di buono… forza salviamone il più possibile… Vi rendete conto? E’ odioso.
Questo è il modo con cui si spingono le persone verso l’apatia e l’odio per la cosa pubblica e per chi la gestisce. Che è quello che voi state facendo. Se non siete in grado di gestire 65 cani andate a fare altro, fatevi da parte e lasciate posto a persone più capaci di voi. Questo in “un paese normale” risulterebbe ovvio.
Nel frattempo spero che riusciate a provare vergogna.

Gianni Casalini, 2013

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(1) Riporto di seguito una bella email che ho trovato sulla pagina facebook “no alla deportazione dei cani di Volterra”:

Lettera al Sindco, appena inviata:

Gentile Sindaco,
trovo PARADOSSALE e francamente offensivo pensare che i cani del canile di Volterra DEBBANO essere mandati a 800 chilometri di distanza dai luoghi in cui sono stati rinvenuti e dove, presumibilmente, i proprietari non andranno mai a cercarli.
Ciò denota diversi aspetti su cui richiamo l’attenzione, prima ancora che sul benessere animale, sulle tasche dei contribuenti.

La miopia e lo strabismo di cui è affetto è preoccupante.
Ma procediamo con ordine.
– Se malauguratamente qualcuno si perde il cane DEVE andare a riprenderselo a MATERA (complimenti per il servizio a favore dei cittadini);
– La gara si è svolta nell’ottica della migliore proposta economica. PER CHI? Considerato che la seconda struttura che si è resa disponibile poneva la cifra di 0,50 centesimi in più rispetto al Canile ARGO di Matera. MI CHIEDO…quanto costa trasportare i cani a MATERA? Davvero vantaggiosissima convenzione, evidentemente come amministratore ha una visione piuttosto singolare del bene pubblico. Tanto pagano i contribuenti di VOLTERRA;
– I controlli sulle condizioni di benessere e di corretta tenuta degli animali – in capo al Sindaco e alla Polizia Locale – come pensa di assicurarla? Andadoci periodicamente a passare dei Week End a carico dei contribuenti volterrani?
– Le adozioni come pensa vengano assicurate? O pensa sia meglio lasciare che i CONTRIBUENTI VOLTERRANI li mantegano a vita? Si vede che pensa al ‘RISPARMIO’.

In ultimo è noto come dl Sud vengano portati animali in Centro e Nord Italia per adozioni DATO che nell’altra metà d’Italia nessuno li adotta.
Tutta la vicenda mette in evidenza un unico inequivocabile fatto. l’IGNORANZA conclamata su un tema delicato come il randagismo e la sua gestione responsabile. Lei ne è un fulgido esempio.

Roba da vergognarsi.
Cordialmente
E.

(2) Vedo che sul sito date risalto a -Cultura e Turismo- e ritengo, a proposito, che sia giusto portare un più ampio pubblico a conoscenza di questi fatti e della loro evoluzione attraverso la traduzione in altre lingue di quello che è il vostro operato. Potreste scoprire che il turista a cui fate la corte ha una sensibilità maggiore della vostra su certi temi. Credo che non troverete niente in contrario in questa pratica, visto che già nell’Atene dell’antichità -democrazia- significava “mettere in piazza” -al contrario di “lavare in casa i panni sporchi” come recita un adagio traboccante di cultura mafiosa- e certamente voi -democratici- lo siete o, almeno, intendete esserlo.

(3) In Italia, è risaputo, esiste anche un modello ricco di “volontariato” su cui lo stato rovescia risorse che finiscono in mano a pescecani che le ridistribuiscono in maniera clientelare.

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7 Responses to I cani di Volterra – una scelta vergognosa

  1. Barbara Nicolini says:

    Ho il forte sospetto che questi continui spostamenti di cani siano fatti apposta per far perdere le tracce degli stessi. Spostandoli è più di fficile il controllo e più facile che spariscano nel nulla come già avvenuto in altri frangenti. Cani affidati che non si trovano più, cani persi durante il tragitto da un luogo all’altro, agevolando di fatto chi con gli animali ci lucra. I cani vanno tenuti sul territorio, microchippati e sterilizzati!

  2. Aleardo Pasellini says:

    Raramente mi sono vergognato di essere Toscano. Italiano si, Toscano quasi mai. Ci voleva Volterra per ricordarmi che gli stronzi sono ubiquitari.

  3. elena meniconi says:

    e incredibile e vergognoso che il comune di volterra vuole esportare i suoi cani al sud . tutti sanno che ce un florido traffico di cani dal sud al nord, e fra poco devono arrivare 70 cani da matera a cremona.. io non mettero mai più piede in un comune che ha cosi poca considerazione per altri esseri viventi

  4. io trovo vergognoso trasferire questi poveri cuccioli a 800 km. al sud poi!!! gia`hanno problemi di sofraffollamento, disagi sofferenza a non finire x que poveri cani…. con quale criterio prendete certe decisioni ma!!!!!!

  5. Simona says:

    È vergognoso e degno di pubblicità questo comportamento. ..

  6. Anna Sironi says:

    È una vergogna!

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