La bufala che sconvolse il mondo

Il mondo ha una crisi di nervi. E io trovo sconvolgente che Angela Merkel, il premier di uno dei paesi più potenti del globo, a proposito di questo “film” su Maometto, abbia trovato delle “buone ragioni” per vietare il film.

D’accordo, ne ho già scritto di questa bufala, ma qui non si ripara. Non ci si fa a stare dietro a tutto questo teatro dell’assurdo.

E’ ovvio, signora Merkel, che lei non permetterà al film di essere proiettato nelle sale cinematografiche tedesche. Non esiste.
Quindi o lei lo produce o per forza non può permetterne la proiezione.
Impartire lezioni di razionalità e di logica a dei tedeschi? Si sta avvicinando la fine del mondo. E’ ovvio.
Che poi adesso si infittisca il partito di coloro che: tutta questa libertà è pericolosa… non è certo un bel segnale…
Mi sbaglio? C’è qualcuno che ha dichiarato di averlo visto tutto questo film?

D’accordo. Anche se esiste solo un trailer dei fanatici religiosi si possono incazzare lo stesso, ma io mi aspetterei che la -notizia- che -film non esiste- , se “l’occidente” fosse così preoccupato dalla faccenda e dalle sue conseguenze, come dice di essere, fosse spalmata ai quattro angoli del pianeta.
Perché, ad esempio, un paese come gli USA di mezzi di comunicazione ne controlla abbastanza e non fanno difetto nemmeno di capacità di penetrazione.

Niente, il fatto va ignorato. Cioè: non si dice che il film esiste, ma bisogna comportarsi come se esistesse. Giornalisti in primis.

Visto che tutti sanno che si tratta di una bufala, ma incredibilmente tutti si comportano come se non lo fosse, e se questo non rappresentasse un problema a nessun livello, mi sento autorizzato a prendere in considerazione le ipotesi più complottiste e assurde in circolazione. Quelle da intrigo internazionale.
L’avete voluto voi!

Notizia bomba. Difficilmente verificabile da me: L’attacco al consolato USA a Bengasi non è mai avvenuto. Dichiara un giornalista freelance inglese.
Certo sarebbe grossa.

Mi sono detto: impossibile, una cosa del genere sarebbe facilmente verificabile e questo è un mitomane o uno che cerca un po’ di notorietà.
Poi ho messo in moto la fantasia e mi sono detto: facilmente verificabile?
Da chi? Dagli stessi che non sono interessati nemmeno a ciò che è già verificato?

Poi visto che ho già chiesto di ricevere uno stipendio dalla CIA mi sono messo nei panni di un dirigente di alto livello dei servizi che vuole costruire un evento fasullo, provocato da un film fasullo, per innescare una reazione a catena (giusto per far capire che i loro soldi sarebbero spesi bene).

Il punto è questo, una volta curata la produzione di una baggianata di filmato amatoriale fatto girare nel garage di qualcuno da un regista di film porno di serie B e rimaneggiato al PC da qualcuno, faccio uscire la notizia del film ecc ecc. Il trailer viene pubblicato su youtube e rimpallato per mezzo mondo. Niente. Ancora non succede niente di grosso.
Ci pensa Al Jazeera: notizia sparata sulle masse islamiche. Imam integralisti-fondamentalisti-jiadisti pronti a bruciar benzina prendono la palla al balzo.
Giornalisti occidentali sul libro paga dei servizi (invidia) continuano a lanciare la notizia.
Tutti sono sicuri di sapere con chi e con che cosa hanno a che fare.

La cosa però continuerebbe a lasciare abbastanza il tempo che trova finché non ci scappa il morto e il morto deve essere americano.
Ciò succede in Libia.
Un diplomatico USA va benissimo.

Per un servizio segreto la cosa migliore sarebbe diffondere la notizia di un tizio che in realtà è un nome di fantasia. Far parlare di lui persone che “lo conoscono” e ne attestano l’esistenza. Sempre attraverso i media.
Bisogna prendere una città dove un consolato proprio non esiste, altrimenti sarebbe più difficile. Questo va fatto in un luogo con una forte presenza dei propri servizi di intelligence.

Quindi provocare l’assalto ad un edificio. In una città dove attraverso infiltrati è piuttosto semplice provocare degli scontri e far scambiare ad una folla di indignati religiosi un luogo qualsiasi frequentato da occidentali per un consolato.

Questo è necessario. Sarebbe complesso invece produrre la notizia in una città dove esiste realmente un’ambasciata o un consolato. Come sarebbe difficile parlare di qualcuno che esiste veramente perché ciò metterebbe in moto una rete di relazioni reali.
Chi non esiste invece è sempre conosciuto da qualcun’altro.

Una volta innescato il meccanismo, la parte più debole, cioè il movente della reazione a catena, può anche saltar fuori. Tanto ormai non è più l’oggetto della notizia ad alimentare le reazioni e prima che ciò accada deve passare almeno qualche giorno.

Beh cosa manca? Il movente.
Giusto il movente. Mi faccio un giro fra le varie ipotesi complottiste e ne tiro fuori una fra le più accreditate. Accendere un fumogeno per coprire un eventuale azione militare nei confronti dell’Iran o un intervento nell’area. Da parte di Israele naturalmente.

Gli ingredienti per una spy story internazionale ci sono tutti. Basta metterci l’agente buono che salva il mondo, una strafiga che salva il mondo pure lei e che potrebbe essere anche l’agente buono o quello cattivo che però non è poi così cattivo, magari lui americano e lei araba che fa audience. Insomma una bella storia d’amore che fa saltare tutto il giochetto. Esplosioni, scene d’azione, baci appassionati e tanta tanta suspance.

Ecco, se qualcuno ci tirasse fuori un film potrebbe almeno offrirmi un caffè quando mi incontra.

Gianni Casalini ::: settembre 2012 :::

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